Prato, Sudd Cobas occupano piazza Europa

Previsto il presidio del comitato Remigrazione e riconquista nello stesso spazio

Prato – Et voilà, ecco la sorpresa: piazza Europa, a Prato, da ieri dopo le 13, non è più vuota. Occupata. Da chi? Dai Sudd Cobas. Perché? Oggi si doveva tenere lì la manifestazione presidio per la Remigration, o remigrazione, per tradurre la parola maga in termini correnti. Ovvero, tornino a casa gli immigrati. Chi, dove, cosa? Ma sì gli immigrati, ovvero i clandestini, quelli che delinquono, che ci sostituiscono, che si prendono il nostro lavoro e attentano alla nostra cultura. Di più, all’Occidente. Anche le badanti? Ma sì anche loro. Soprattutto se sono colorate, per le bionde si vedrà.  Ricordiamo che il Comitato ha strutturato una proposta di legge di iniziativa popolare in merito, che si può trovare nel sito del Ministero di Grazia e giustizia, il cui punto saliente è l’istituzione di “un Programma Nazionale di Remigrazione per favorire il rientro volontario e assistito di cittadini stranieri regolarmente presenti, mediante incentivi economici, percorsi formativi pre-partenza e supporto al reinserimento nei Paesi d’origine, regolato da un Patto di Remigrazione con obblighi e controlli successivi al rientro. È inoltre istituito un Fondo per la Remigrazione, finanziato anche tramite la riconversione di risorse già destinate all’accoglienza e mediante proventi da confische”. Il comitato è costituito su iniziativa congiunta di quattro realtà fondatrici, CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, VFS e Brescia ai Bresciani.

Così , mentre il dibattito sull’opportunità dei Cpr in Regione diventa no, sì, ni, a Prato l’aria si fa pesante, perché in quella piazza, oggi, il Comitato per la Remigrazione e la Riconquista doveva tenere un presidio. I Sudd Cobas spuntano all’improvviso, aprono la tenda nell’aiuola, ed ecco, si profila un grosso problema per la Questura, la Prefettura e anche per la politica cittadina. Corre Stanasel consigliere della Lega, che ha aderito all’iniziativa, e la piazza lo accoglie con Bella Ciao. C’è anche Antonella Bundu sull’altro fronte, già candidata alle regionali della Sinistra e esponente di punta del nuovo soggetto politico Toscana Rossa. Intanto, la cinquantina di persone in piazza si accomoda e soprattutto rende nota la posizione: noi da qui non ce ne andiamo. E c’è da crederci, perché quelli lì sono anche immigrati, sì, ma sono anche i protagonisti della battaglia di David contro Golia che ha rotto il silenzio della città sulle infinite ore di lavoro irregolare e clandestino che li costringeva e purtroppo costringe ancora a salari da fame, povertà assicurata e schiena piegata. Loro, immigrati per lo più, che organizzati dal sindacato di base, sono riusciti a dare visibilità e a volte esito positivo alle battaglie dei disperati che stanno ai piedi della catena che porta dai capi firmati dei brand famosi fino agli oggetti a basso costo del consumo. 

Se il problema è grosso per Prefettura e Questura, che tuttavia aveva già previsto rinforzi con tanti agenti giunti a dar manforte (camionette sono giunte in gran numero da ieri circondando la piazza), è difficile ad ora, mentre monta la tensione, prevedere le prossime mosse. Sudd Cobas a parte, come spiegano Luca Toscano e Sarah Caudiero: “Da qui non ce ne andiamo – dicono – non permetteremo che la piazza venga utilizzata per chiedere la deportazione”. Viene sventolata la Costituzione. “Rimarremo qui, in modo pacifico ma determinato. Metteremo i nostri corpi per impedire questo scempio”. Puntualizza Caudiero: “Nella giornata di oggi, nel ’44, dei lavoratori furono deportati per aver osato scioperare”. Il messaggio è chiaro: non rinnoviamo quei fasti. 

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