
Firenze – C’è un appuntamento molto interessante (in questi giorni, nel capoluogo toscano, a ingresso libero) che sarebbe un vero peccato mancare. Venerdì 3 marzo alle ore 17, presso la biblioteca “Mario Luzi” di via Ugo Schiff n. 8 a Firenze, la poetessa Caterina Trombetti presenterà la raccolta “S’adira violenta vita s’aduna” (Ed. thedotcompany, dicembre 2020) del poeta maremmano David Tammaro, il quale dialogherà con lei sulle rispettive poetiche e con un focus-forum sulla poesia contemporanea aperto agli interventi del pubblico.
“S’adira violenta vita s’aduna” (10° titolo della collana Myricae, 92 pp., 12 euro) è una splendida raccolta di liriche dove ogni pagina è impreziosita da disegni originali realizzati dallo stesso autore. Tammaro, infatti, disegna poesie e scrive disegni, ragion per cui questo è un doppio libro, da ascoltare declamandolo a voce alta e da vedere “sentendolo da dentro” in silenzio. Con un’opera attesa da tempo, arrivata dopo una pausa creativa durata anni, il poeta-disegnatore strega il lettore con un lirismo essenziale ed appuntito, cromatico e sonoro, solido e maturo, capace di mutare lo sfondo, potenziare i temi e perfezionare il tratto – il flusso personale passionale pulsionale di coscienza – dei suoi precedenti lavori, Raccolta marina (2012) e Sommesso sospira (2013).

“L’anima poetica di Tammaro e il suo recupero dei ritmi della vita – scrive la Trombetti nella prefazione al volume – si esprimono attraverso un lavoro d’invenzione verbale, da cui il desiderio di creare un sistema espressivo originale che parte dall’esperienza emozionale, da un suono che diviene parola e intreccio di immagini, simboli, messaggi. Il poeta cerca il ritmo dentro il verso: fa un deciso uso dell’elisione, toglie la punteggiatura, tende a non usare gli articoli, usa pochissimo gli aggettivi”.
“Ogni poesia della raccolta è ricca di tensione – continua la celebre poetessa -. È il cuore che comanda e, anche quando s’impone la forza della ragione, in Tammaro è l’aspetto affettivo e umano a prevalere. Passati il dolore e lo smarrimento delle due precedenti raccolte, si manifesta nell’autore una specie di anestesia generale, e quel sentimento che prima era ira diviene coscienza che il divino (o il fato) è al di sopra del bene e del male e che dunque il destino di ognuno è un destino in proprio, così come la natura è violenta e incurante della sensibilità dell’individuo”. “C’è in queste pagine – conclude la poetessa – una interiorità profonda, anche se non è facile leggere e capire la poesia di David, il quale non aiuta certo il lettore nella comprensione, ma lo sfida a cercare dentro di sé il modo per sciogliere il nodo generato dai fili intrecciati della vita”.
David Tammaro, nato a Siena nel 1962, ha vissuto a Milano fino al 2002, (con pause negli Stati Uniti dal 1992 al 2000). Ingegnere elettronico e maestro di tango Argentino dal 2002, vive a Castiglione della Pescaia,vdove presiede l’associazione artistica “Plinio Tammaro”, intitolata al padre scomparso nel 2008. Il padre è stato uno dei maggiori scultori dell’Avanguardia italiana del Dopoguerra. Nel 2017, per Edizioni Thedotcompany, ha tradotto in linea ngua inglese i componimenti della poetessa toscana Caterina Trombetti, raccolti nell’antologia “Attimi e infinito”.
