Piccoli comuni: aspettando la grande riforma, accorpare le funzioni

Enti locali, piccoli comuni: chi ne sente più parlare? Dove sono le proposte, il dibattito, le regole per massimizzare la ricchezza variegata, a un tempo culturale, economica e sociale che rappresentato le piccole unità tradizionali del nostro territorio?
Nessuno. Non c'è pericolo di sbagliare: il tema dei piccoli comuni sembra davvero scivolato via dalle agende della politica, proprio ora, che è tempo di campagna elettorale e di programmi. E di proposte, anche.

Di questo, ha parlato il presidente di Uncem Oreste Giurlani stamane nel suo intervento a Peccioli. “In questo momento a nessuno interessa il tema degli enti locali – è stato l'incipit – si continua il vecchio refrain che i comuni sono troppi ma non si valutano i problemi relativi a comuni troppo grandi con territori troppo vasti, nessuno si pone il problema di quale sia il livello minimo di qualità dei servizi”.
Livello minimo di qualità di servizi. Una allocuzione magica, che racchiude tutto ciò che serve per dare servizi concreti e concretamente usufruibili ai cittadini, per permettersi di portare un territorio vicino, se non sopra, quei livelli di eccellenza che ci si auspica: dalla cultura, ai servizi alla persona, agli anziani, qual'è la misura affinchè tutto ciò avvenga sotto il segno dell'ottimizzazione?

Non certo un problema di grandezza fisica. “Il problema della grandezza è secondario –  spiega Giurlani – quel che conta sono le funzioni e, scusate il gioco di parole, come funzionano”. Da sempre il presidente di Uncem Toscana si batte per la difesa dei piccoli comuni, soprattutto in territori disagiati e montani: “Mettere insieme più debolezze non significa avere una piccola forza ma, spesso, una debolezza più grande. Con il risultato che i servizi non migliorano. Nei comuni sotto i 5.000 abitanti non ci sono né sprechi né personale in esubero. Al contrario questi comuni sono quasi sempre sotto dotati di personale”.

La ricetta, secondo il presidente di Uncem Toscana, non è accorpare i comuni, semmai le funzioni. E non sempre anche questo basta. Cosa serve per il futuro? “Una riforma complessiva, altro che patto di stabilità – conclude il presidente di Uncem Toscana – già l’Unione dei comuni è un condominio in cui vivono realtà diverse e presenta i suoi vantaggi e le sue difficoltà. Vedremo se sarà stata questa la strada giusta”.

Total
0
Condivisioni
Prec.
Piccoli comuni: aspettando la grande riforma, accorpare le funzioni

Piccoli comuni: aspettando la grande riforma, accorpare le funzioni

Enti locali, piccoli comuni: chi ne sente più parlare?

Succ.
Commercio estero, a tavola record di 31,8 miliardi

Commercio estero, a tavola record di 31,8 miliardi

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati

You May Also Like
Total
0
Condividi