Pistoia – Più che restituito, è stato proprio acquisito da Pistoia un nuovo spazio verde: ormai abbandonato al degrado che ne impediva ogni possibile utilizzo, un tratto di 150 metri delle storiche mura urbane è trasformato in area verde attrezzata, un giardino oggi dedicato all’artista pistoiese Bartolini.
In realtà, il risultato rappresenta ben più del solo giardino pubblico che ci si poteva aspettare, perché con la realizzazione del progetto “Valorizzazione delle mura storiche di viale Matteotti – Area ex tiro a segno” (firmato dagli architetti pistoiesi Ginevra Simoni e Matthias Meess, e classificato al secondo posto nella graduatoria regionale del bando dedicato alle città murate e alle fortificazioni previsto L.R. 8/2021, ottenendo un finanziamento di 200mila euro dalla Regione Toscana, a cui ne furono aggiunti 131.500 stanziati dal Comune) si va a valorizzare la qualità di vita dei cittadini che ne fruiranno.
L’area si va ad aggiungere ai luoghi verdi recuperati con successo, divenuti per la città punti di aggregazione strategici: a cominciare da Montuliveto e piazza della Resistenza, come in molti altri giardini, il verde è stato sottratto al degrado in cui versava e restituito ai cittadini perché – grazie alla loro frequentazione – possano diventare «Luoghi di incontro, di scambio intergenerazionale, di socialità e di presidio civico per la sicurezza», come ha affermato la Sindaca f.f. Anna Maria Celesti, durante la cerimonia di inaugurazione.
Intestare uno spazio pubblico a una persona, diventa un modo per mantenerne il ricordo, facendolo diventare presenza costante, ed è così che Pistoia ha scelto di valorizzare uno dei suoi migliori artisti, dedicando il giardino a Sigfrido Bartolini. E non poteva essere diversamente, perché attraverso il suo lavoro di pittore, incisore e scrittore ha raccontato i luoghi amati – Pistoia e la Toscana – con una produzione artistica che si è distinta per l’attenzione dedicata a temi di memoria storica e dimensione popolare: le parole della moglie Pina e della figlia Simonetta, presenti alla cerimonia, ne hanno portato testimonianza.
Sono stati ricordati valori che inducono a una riflessione civica a proposito di questa ristrutturazione, che va oltre il mero calcolo dell’attrattività turistica, in quanto pensato per dare piacevolezza e vivibilità in primis ai pistoiesi, ai quali offre un nuovo spazio di accoglienza dove trovarsi e condividere la propria città. Rappresenta, per usare nuovamente le parole della Sindaca Celesti, un luogo in cui la gente si sente accolta e dove riesce a mantenere amore per tutto ciò che è città: quindi condivisione, comune senso di appartenenza e aggregazione.
Cosa, peraltro, da subito messa in atto dai molti passanti che, incuriositi, si sono uniti alle persone arrivate per la cerimonia, contribuendo con la loro presenza, spontanea e sentita, a dare all’atmosfera di festa quel clima di levità che ci si aspetta. L’allegria del momento è stata vissuta con compostezza, che non è disinteresse bensì equilibrio, desiderio di tornare a quella eleganza che Totò paragonava a una camicia bianca che non passa mai di moda. E in tempi esageratamente scomposti, con la loro presenza partecipata i cittadini hanno confermato di aver apprezzato un’opera che va al di là di ogni appartenenza, è stata fatta per loro: un evento per la città, che con un briciolo di amarezza è divenuto “di parte” per l’assenza di chi – seppure in “minoranza” – la città la rappresenta. Peccato.
Comunque, è al resuscitato Cavaliere degli Armeni (come da sempre è chiamato il baluardo murario difensivo, oggi finalmente liberato e vivibile) che viene affidato il compito di essere di stimolo verso una rinnovata eleganza civica: nuovi accessi permettono di raggiungerlo, panchine accoglienti adorne di alberi e arbusti per la riqualificazione paesaggistica ne saranno tramite, insieme al più armonico percorso ciclopedonale che attraversa il giardino.
Nel complesso, si tratta di un lavoro di riqualificazione complessiva che riguarda l’intero quartiere, negli ultimi anni al centro di lavori di utilità importanti non solo per i suoi abitanti ma per l’intera cittadinanza, essendo state realizzate opere che hanno migliorato la viabilità automobilistica e la sicurezza pedonale. Anche su questo la Sindaca f.f. si è espressa, sintetizzando che il sistema dei lavori progettati e portati a termine è «la dimostrazione concreta di una città che cambia e che mette al centro la vivibilità dei quartieri.»
Nella foto al centro la sindaca Anna Maria Celesti con Simonetta e Pina, rispettivamente figlia e moglie dell’artista