Mozione per un patto d’amicizia con Jenin (Palestina), la consigliera: “Perché con gli storpi?”

L’eletta di FdI Castro, “perché con i poveretti e senza casa palestinesi e non con l’Austria?”
Un frammento del video in streaming del consiglio comunale di Calenzano

Calenzano – La rivolta arriva puntuale, dopo che, nel corso del consiglio comunale di Calenzano, seduta del 29 gennaio scorso, la consigliera diFratelli d’Italia Monica Castro, mentre si discuteva di un gemellaggio con la Palestina, precisamente fra il Comune e il Governatorato di Jenin, ha deciso di rendere nota la sua posizione in merito.

“Preferisco andare a vedere il bello, che il brutto – dice Castro – quando mi tocca ci vado. Non ho capito perché a Calenzano siamo sempre dovuti andare a trovare questi disastri. Non ho capito perché dobbiamo andare da quelli storpi ridotti male senza casa? Faccio per ironizzare – conclude Castro, immortalata dallo streaming – perché alle otto di sera mi tocca di parlare di un paese che so a malapena dov’è”. Il parere della consigliera è stato espresso, sulla mozione presentata dal gruppo consiliare Sinistra Per Calenzano – Per La Mia Città – Calenzano Democratica, in cui si chiedeva l’avvio del percorso che dovrebbe portare alla sottoscrizione di un “Patto di Amicizia”, appunto tra il Governatorato di Jenin in Palestina e il Comune di Calenzano.

Immediata la risposta di Marco Bonaiuti, assessore alla cooperazione internazionale, reduce proprio da pochi mesi da un viaggio in Palestina e Cisgiordania. Rimbeccando la consigliera, ha definito le sue parole “una vergogna”.

“Le parole pronunciate in Consiglio comunale dalla consigliera Monica Castro di Fratelli d’Italia a Calenzano, che si è spinta a definire il popolo palestinese come ‘storpi’ e a chiedersi perché si dovrebbe dar vita a un gemellaggio con la Palestina invece che con territori ‘abbienti’, sono raccapriccianti, disumane e indegne di qualunque istituzione democratica – dichiara Simone Zetti, segretario dei Giovani Democratici di Firenze Città. – Non si tratta di una scivolata o di una provocazione infelice, ma della manifestazione più chiara possibile di una cultura politica che sceglie di voltarsi dall’altra parte di fronte a un genocidio, arrivando persino a deridere le vittime. È la stessa cultura che, a livello nazionale, guida il partito di Giorgia Meloni”.

Il post di Jacopo Melio, consigliere regionale del Pd, “Le orribili parole della Consigliera di Calenzano Monica Castro non rappresentano soltanto la linea di Fratelli D’Italia, ma di un’intera maggioranza che ha sempre dimostrato di non avere a cuore il genocidio del popolo palestinese, coprendosi gli occhi senza mai davvero contrastare Netanyahu.

“Poveretti”, “storpi”, “ridotti male”… Sono termini che non andrebbero mai utilizzati, figuriamoci durante con Consiglio comunale mentre si stanno rappresentando non solo le cittadine e i cittadini ma in generale le Istituzioni. Per cosa poi? Per suggerire un gemellaggio con l’Austria in quanto “ricca”, e perché le persone “senza casa” e “non riconosciute” mettono tristezza alla Consigliera”. Il post di Melio conclude con la speranza che il partito di appartenenza della consigliera prenda provvedimenti in merito.

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