Marino Marini in dialogo con l’uomo, grande mostra antologica ad Arezzo

Una straordinaria serie di dipinti, gessi e bronzi e grandi sculture e opere monumentali.

Atezzo – La città di Arezzo presenta un’antologica di Marino Marini, artista nato a Pistoia e conosciuto a livello internazionale, dal 4 luglio fino al 2 novembre 2025, in due sedi espositive, nella Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea e nella Fortezza Medicea, a cura di Alberto Fiz e Moira Chiavarini, con il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi.

Per rendere più esauriente e approfondita la mostra monografica, dal titolo “Marino Marini. In dialogo con l’uomo”, è stato scelto di esporre alla Galleria Comunale una straordinaria serie di dipinti, gessi e bronzi e alla Fortezza Medicea grandi sculture e opere monumentali.

Il progetto, reso possibile dai prestiti provenienti dalle due istituzioni che rappresentano l’artista, il Museo Marino Marini di Firenze e la Fondazione Marino Marini di Pistoia, consente una lettura articolata della ricerca nell’arte visiva del grande scultore, iniziata negli anni Dieci del secolo scorso e proseguita nel corso degli anni Sessanta e Settanta fino a raggiungere un linguaggio originale che dall’elaborazione di forme e figure mitiche e armoniose, si volge verso una crescente tensione stilistica e formale.

Nella Galleria Comunale, situata accanto alla Chiesa di San Francesco, che, nella Cappella Bacci, custodisce il ciclo di affreschi delle “Storie della Vera Croce” di Piero della Francesca, sono presenti i dipinti “Le vergini” del 1916 e la “Zuffa di Cavalieri” del 1927 ca., quest’ultimo prestito degli Uffizi, che mette in relazione le figure rappresentate da Marino Marini e le celebri composizioni del genio rinascimentale. Per la prima volta sono esposte insieme ad alcune opere scultoree arcaiche di Marini, le sculture ellenistiche in terracotta rinvenute durante gli scavi della Catona ad Arezzo, pubblicate nel 1920 sulla rivista di critica d’arte “Dedalo”, diretta da Ugo Ojetti e provenienti dal Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate. “Studio per Miracolo”, del 1953-54 è posto insieme a “Orfeo”, un dipinto del 1956 opere unite da una stessa matrice poetica. Una sala è dedicata ai “Gridi”, e una alle “Pomone”, un soggetto caro a Marini che affermò essere «la prima vera forma mia. Quei nudi rigogliosi sono nati dal confronto tra ciò che portavo dentro come un seme della mia naturale cultura e ciò che ho potuto vedere fuori di casa». Infine “Il giocoliere”, bronzo del 1939, e una sezione dedicata al ritratto. Nei suoi quasi di 150 ritratti Marini sviluppò la sua personale indagine sull’uomo. Vi si trovano omaggi ad artisti come Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Massimo Campigli, Germaine Richier, Marc Chagall, Jean Arp, Igor Stravinskij, al suo mercante Curt Valentin e a Marina, la sua compagna. 

Nella Fortezza Medicea si trova la produzione monumentale di Marino con le “Pomone”, le “Danzatrici”, i “Giocolieri” e i “Cavalieri”. Presente il grande “Cavaliere” del 1949-50 e “Miracolo” del 1952 che Marino Marini descrisse come «la scultura vuole andare in cielo, vuole bucare la crosta terrestre o vuole addirittura andare nella stratosfera».

Durante il periodo dell’esposizione sono organizzati dei laboratori dedicati a un pubblico più giovane. La mostra è accompagnata da un catalogo in italiano e inglese edito da Magonza con saggi dei curatori Alberto Fiz e Moira Chiavarini e dei testi critici di Luca Pietro Nicoletti e Giovanni Curatola. Le immagini dell’allestimento sono realizzate da Michele Alberto Sereni.

L’esposizione, prodotta e organizzata dal Comune di Arezzo e dalla Fondazione Guido d’Arezzo è stata progettata dall’associazione culturale Le Nuove Stanze e Magonza. Main sponsor Estra, sponsor tecnico DUAL Italia, Insurance Advisor dott. Flavio Buonagurelli broker assicurativo.

info@fondazioneguidodarezzo.com

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In foto: Cavaliere -1949-50, Courtesy Museo Marino Marini, Firenze

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