L’opposizione fra Natura e Cultura ai Dialoghi di Pistoia

Il primo fardello del quale dobbiamo sbarazzarci è il mito del dominio

Mai come per questa 24a edizione, i Dialoghi di Pistoia – festival di antropologia del contemporaneo – si presentano come così… antropo-logici: Umani e non umani. Noi siamo natura” ne è il titolo, che con immediatezza palesa l’attualità di argomentazioni sulle quali il Pianeta e suoi abitanti necessitano, senza mettere tempo in mezzo, di ricevere risposte. Il Pianeta e tutti i suoi abitanti, nessuno escluso, così da essere in grado di trovare risposte originate dalla volontà di ricomporre la frattura secolare – indotta da un pensiero tipicamente Occidentale – dove il “sé” umano si impossessa della Natura nella convinzione di poterla dominare, elevando la propria immagine quasi a essere una “divinità” intellettivamente posta a livello superiore.

Di questo si è parlato a Pistoia con l’antropologo Adriano Favole, che al teatro Bolognini ha incontrato gli studenti e un pubblico di fedelissimi appassionati dei Dialoghi, per avviare il percorso di riflessione alla prossima edizione, in calendario da venerdì 26 a domenica 28 maggio. Come ormai buona – anzi ottima! – abitudine, la rassegna promossa da Comune di Pistoia e Fondazione Caript si apre con notevole anticipo rivolgendosi ai giovani, che nelle intenzioni degli organizzatori rappresentano il principale soggetto fruitore, sotto vari aspetti: intanto per essere il “futuro”, e anche per offrire loro occasioni di coinvolgimento esperienziale importante. Come ha ricordato Giulia Cogoli – direttrice e ideatrice dei Dialoghi – i ragazzi (come del resto gli abitanti di Pistoia che lo vorranno) possono proporsi come volontari per vari servizi da assolvere durante la tre giorni di festival, acquisendo così una pratica professionale interessante, e non da meno avranno occasione di incontrare personaggi del mondo della cultura provenienti da ogni dove.

Umani e non umani. Noi siamo natura” è tema di grande attualità – come ha ricordato il Presidente della Fondazione Caript Lorenzo Zogheri durante il suo messaggio di saluto – in quanto «Argomenti come l’ambiente o il cambiamento climatico richiedono un confronto con i giovani e questi incontri vanno proprio in questa direzione», ricordando poi che i Dialoghi hanno la stessa età del giovane uditorio, e augurandosi che il festival possa offrire loro spunti poliedrici di arricchimento formativo.

Della stessa opinione Benedetta Menichelli, Assessore alla cultura del Comune di Pistoia, che dichiara totale fiducia nelle giovani generazioni e si è detta certa di come il tema di questa edizione, dal titolo bellissimo, rappresenterà un forte stimolo alla loro voglia di mettersi in gioco.

Molto coinvolgente la lezione di Adriano Favole nel presentare il tema dei Dialoghi 2023, non solo per i contenuti ma anche per la competenza oratoria dell’antropologo: ha esordito, per esempio, affermando che “Umani e non umani. Noi siamo natura” è un titolo provvisorio. È stato semplice coglierne il senso, quando ha dichiarato che rappresenta una “fotografia” sull’incertezza che definisce il tipo di mondo che sta finendo. O, meglio, che a essere in via di esaurimento è l’opposizione fra Natura e Cultura, così come siamo abituati a conoscerla, e che comprende – anche – i danni prodotti allo scopo di generare nuove inclusività. È una storia da riscrivere secondo nuove prospettive. La Cultura è anche Natura, inevitabilmente, rappresenta l’individuo nella totale “naturalità” del proprio essere: e chi, meglio di un antropologo, può rappresentare la coscienza della naturalità, appresa durante il suo lavoro di ricerca?

Cultura e Natura, un unico “recinto aperto” verso la convivenza di umani e non umani – dove con “non umani” dobbiamo intendere altri esseri animali e anche vegetali – che vanno a condividere spazi comuni, reciprocamente vissuti secondo abilità, capacità, ruoli, tutti finalizzati a raggiungere lo stato di equilibrio: è chiaro quanto al momento si sia lontani dalla meta, ma non mancano indicazioni utili a poterci arrivare.

Favole ha citato molti studiosi sul campo, che con la loro ricerca etnografica sono stati in grado di proporre riflessioni per trovare idee idonee a stabilire nuovi equilibri: ma non possiamo tralasciare il dato oggettivo di un punto di partenza comune nella volontà di comprendere l’affascinante intreccio tra umani e non umani, secondo canoni “diversamente inclusivi” rispetto a quanto (non) abbiamo fatto finora.

Il primo fardello del quale dobbiamo sbarazzarci lo indica nel mito del dominio, perpetrato tramite la predazione e la distruzione di beni che appartenevano a tutti, non a qualcuno che si dichiarava tale: Favole individua nella rivoluzione agricola la forma di “economia superiore” con la quale per lunghissimo tempo gli esseri umani hanno cercato di far convivere l’agricoltura e l’allevamento con la caccia e la pesca, nel rispetto delle forze di rigenerazione della vita. Da cui, come facilmente possiamo comprendere, derivano la crisi ambientale e climatica. E da qui dobbiamo partire per formulare nuove concezioni su cosa siano la Cultura, la Natura, la Globalizzazione. L’umanità.

Dialoghi di Pistoia in breve

La prossima lezione rivolta ai giovani ci sarà venerdì 24 marzo, tenuta dall’antropologo Andrea Staid, autore del volume Essere natura. Uno sguardo antropologico per cambiare il nostro rapporto con l’ambiente (ore 11 Teatro Bolognini, diretta streaming dalla piattaforma YouTube dei Dialoghi di Pistoia)

24a edizione da venerdì 26 a domenica 28 maggio 2023

I numeri: durante le prime 13 edizioni i Dialoghi hanno registrato oltre 230.000 presenze e ospitato oltre 400 relatori. Sono stati 4.300 i volontari coinvolti, 600 le registrazioni video e audio disponibili gratuitamente sul sito e sulle principali piattaforme audio e video, 3 milioni e trecentomila visualizzazioni sul canale YouTube dedicato, 20 i libri della serie Dialoghi di Pistoia pubblicati da UTET che hanno venduto oltre 100.000 copie).

Alessandra Chirimischi

Foto: Adriano Favole

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