Si è aperta sabato 18 gennaio, con la prima giornata di relazioni, un importante convegno intitolato “Leggere Sentire Vivere” scandito in tre diverse giornate a cadenza mensile (la seconda sarà il 15 febbraio, la terza il 15 marzo), organizzato dalla Fondazione Francis Bacon e dalla Biblioteca San Giorgio con il sostegno della Fondazione CARIPT e sotto l’egida della Cattedra Unesco “Education, Growth and Equality” L’iniziativa fa parte di un progetto più generale della Fondazione Francis Bacon che riguarda l’educazione, i libri, la lettura e in particolare l’educazione alla lettura. Al convegno faranno seguito iniziative pubbliche, seminari e call for papers per pubblicazioni che coinvolgeranno vari centri italiani, fino ad approdare idealmente a Modena, in occasione del Festival della filosofia quest’anno dedicato al tema affine della “Paideia”.
Si parlerà dunque di empatia, simpatia, sentimento, sensibilità, abitudine, con al centro l’educazione e la lettura, alla luce di quanto la storia culturale, le neuroscienze cognitive, la filosofia della mente e del linguaggio ci dicono al tempo di quella che oggi si proclama la fine delle grandi dicotomie (natura/cultura, mente/corpo, passione/ragione, soggetto/oggetto). Coordinerà l’intensa giornata Alessandro Pagnini,presidente della Fondazione Francis Bacon, che motiverà doverosamente alcuni cambiamenti nel programma della tre giorni di convegno pistoiese e informerà sulla sua eco e sul suo seguito a livello nazionale.
Complessivamente le tre giornate di convegno verteranno sull’educazione alla lettura e sull’educazione tout court. Ma perché si parlerà di questi temi, da sempre considerati argomenti da trattare nell’ambito di una cultura umanistica, con un’attenzione particolare ai contributi che in materia danno le scienze umane e naturali? La biopsicologia e le neuroscienze cognitive ci dicono che la lettura è un “miracolo” della storia evolutiva umana e dell’epigenesi: grazie al meccanismo dei neuroni specchio e della conseguente attivazione di quasi ogni distretto corporeo, dal sistema muscolo-scheletrico a quello immunitario, e al modo in cui, leggendo, si strutturano incessantemente le reti neuronali tra le aree della visione e del linguaggio, tutti noi diventiamo, alla lettera, ciò che leggiamo. La lettura è una tecnologia inventata in tempi relativamente recenti nella storia dell’umanità che richiede al cervello di ogni lettore, sia pure sulla base di strutture innate, di riciclare circuiti già preesistenti che rimarranno plastici per tutta la vita ma che cambieranno (si svilupperanno e/o si atrofizzeranno) in relazione ai mezzi utilizzati. Se il mezzo dominante favorisce processi veloci, orientati al multitasking e adatti a ingenti quantità di informazioni, come accade con il digitale, minor tempo e attenzione verranno destinati alle funzioni cognitive e riflessive più lente, compromettendo così i processi di “lettura profonda”.
Di questo si parla sempre di più oggi quando ci si chiede che differenza c’è tra leggere su schermo e leggere su copia cartacea, in treno o in biblioteca, per il piacere o per lavoro. Prima di rispondere a queste domande è utile aver prima definito che cosa intendiamo per “lettura (skimming, scanning, lettura lineare, lettura profonda, iperlettura, close reading) e per “lettore” (chi legge per svago, chi per ricerca, chi per studio, chi per un piacere “autotelico”); e soprattutto è utile avere in mente che leggere non è una forma di consumo passivo, bensì un esercizio creativo di facoltà combinatorie essenziali tanto per la comprensione di un testo, quanto per la vita relazionale: pensare, immaginare, desiderare, conoscere, giocare,empatizzare, costruire trame, dare forma a orizzonti di senso per la vita.
Nella serie di eventi che il progetto “Leggere sentire vivere” prevede a partire dalla tre giorni pistoiese, si darà conto, sia pure parzialmente, di questa “alleanza” tra scienze e Humanities in una prospettiva filosofica che sia una forma di co-scienza, insieme sapere teorico e pratico, che sappia accompagnare le altre forme di conoscenza (psicologica, neurologica, ecologica, antropologica, sociologica) senza ergersi a giudice e senza la pretesa di esserne fondamento o interpretazione ultima. Il pretesto di questo nostro impegno sono i recenti appelli che riguardano aspetti della cosiddetta “emergenza educativa”, come la preoccupante crisi del consumo di letture e soprattutto della reading literacy, in particolare in Italia. Ma non sono soltanto gli aspetti sociologici, politici e storico-sociali, né tantomeno quelli strettamente tecnico-pedagogici, pur importanti, ad essere al centro dell’interesse di queste giornate; bensì gli aspetti concettuali e categoriali che riguardano una riconsiderazione della natura umana e della persona alla luce delle prospettive dischiuse da quello che oggi si definisce “umanesimo scientifico”.
Un approccio che si concentri sulle capacità umane, sull'”educazione sentimentale” e sugli stili di vita mira a comprendere la lettura come parte di quei comportamenti attraverso i quali quotidianamente riusciamo a dare una forma, un gusto e un’impronta alla nostra esistenza.