L’intelligenza artificiale fa il suo ingresso ufficiale nei contratti aziendali. E’ solo l’inizio, si prevede nel mondo sindacale. I lavoratori non intendono restare estranei a un processo che da molte parti si avverte che potrebbe travolgerli rubando loro i posti di lavoro. “Il pericolo forse può esserci ma siccome noi intravediamo anche i tanti vantaggi che dall’IA possono nascere anche per il lavoro nelle aziende che ci investono seriamente, in termini di velocità, efficienza, produttività, non intendiamo stare alla finestra a vedere gli effetti a posteriori, vogliamo intervenire non sui risultati ma sulle previsioni”, dice Angelo Paolella della segreteria nazionale Flai Cgil.
Non sono parole le sue, ma fatti. Si riferiscono all’accordo per il rinnovo del contratto integrativo – il contratto aziendale di secondo livello che integra quello nazionale di categoria e lo adatta alle singole imprese – del gruppo Barilla per il quadriennio 2026-2029, che interessa circa 4.000 lavoratrici e lavoratori, firmato nella seconda metà luglio da Cisl, Cgil e Uil di categoria.
Un accordo che i sindacati non esitano a definire innovativo quello della Barilla. E che si prevede farà da battistrada per molte altre situazioni sindacali che già si stanno muovendo o che lo faranno, si prevede, assai presto. Peraltro l’ accordo Barilla non solo affronta in modo nuovo e futuribile i rapporti tra lavoro e IA, ma è anche uno tra i primi a definire le tutele dei lavoratori in rapporto all’Intelligenza artificiale. Dopodiché, sottolineano i sindacati, le novità del contratto aziendale riguardano anche vantaggi economici come il premio di produzione aumentato fino a12.680 nel quadriennio e ulteriormente incrementabile fino al 30% in più: in un momento in cui i salari stanno sempre più perdendo potere d’acquisto e sempre meno persone e famiglie riescono ad arrivare alla fine del mese. Terza e non secondaria caratteristica è il fatto che l’accordo fa anche un notevole salto in avanti sul piano della normativa.
In sostanza, secondo Paolella, questo contratto aziendale riesce a incidere con energia su tutti quelli che sono i problemi più attuali del lavoro: “Un contratto innovativo perché valorizza le tutele su IA, appalti e staff leasing”, ovvero i principali problemi e le distorsioni oggi in gioco nel campo del lavoro. Mentre, continua il sindacalista, “la contrattazione di secondo livello si conferma lo strumento fondamentale per migliorare concretamente le condizioni delle persone, dando risposte non solo sul piano economico, ma anche definendo regole chiare per gestire i fenomeni e le trasformazioni tecnologiche e industriali dei prossimi anni come è quella in atto da parte dell’ IA.”
Come lo si fa? Intervenendo prima e non dopo che succedono le cose. Conoscendole in corso di progettazione e non giudicandole a consuntivo, a fatti già compiuti. “Sull’IA noi sosteniamo il diritto dei lavoratori a essere informati. Vogliamo perlomeno sapere a cosa andiamo incontro e valutarne gli effetti prima di doverli rimpiangere. Per per la prima volta affrontiamo in concreto il tema della transizione digitale con l’introduzione di uno dei primi accordi sul diritto di informazione e consultazione preventive che si attiva all’atto della decisione dell’investimento e non quando è già partito” afferma Paolella. Spiegando che: “Iniziamo con il diritto di informazione dei lavoratori.
Qualsiasi investimento la Barillla preveda di fare in IA dovrà informarne i rappresentanti dei lavoratori già nel momento in cui sarà in previsione e non quando sarà già realizzato. Il progetto dovrà essere presentato in anticipo al coordinamento nazionale delle Rsu e al sindacato che, a loro volta, faranno un’analisi approfondita sull’impatto che l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione avranno sull’occupazione, sui processi e sulla produzione” . Un lavoro che promette di non essere teorico ma fattivo: “Vigileremo attentamente su quali impatti avrebbero, le innovazioni e sul rischio di controllo da parte dell’IA della prestazione lavorativa, secondo l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori” , assicura Paolella.
Altro tema scottante della modernità, la precarietà. Il lavoro di questa parte del secolo: povero e precario. Quando nelle imprese sempre più dominano i contratti di somministrazione, non più legati a una necessità improvvisa e particolare ma un modo anomalo di lavorare senza contratto fisso che si perpetua nel tempo non impegnando il datore di lavoro a consolidare alcun rapporto duraturo e normato con il dipendente. Ci pensa il contratto Barilla. “Laddove la legge nazionale non pone limiti di tempo per lo staff leasing – è fiero Paolella – abbiamo formalizzato un limite massimo della sua durata in Barilla a 24-30 mesi. Si tratta di una misura fondamentale che garantisce maggiori tutele e apre la strada a una progressiva e stabile assunzione di queste persone come dipendenti diretti del gruppo.”
Altro tema scottante gli appalti e appaltini. L’accordo prevede la massima attenzione anche alla filiera degli appalti per cui Barilla si impegna a verificare direttamente la corretta applicazione delle clausole sociali, quelle che impediscono agli appaltatori un trattamento dei lavoratori diverso da quello della casa madre che è tenuta a sorvegliare. “Quanto alla sorveglianza degli appalti – spiega il sindacalista – l’elemento politicamente più forte riguarda la salute e la sicurezza, perché è prevista la sospensione o il recesso immediato dall’appalto qualora vengano violate le normative sulla sicurezza. Nei luoghi di lavoro, e in particolare negli appalti, la sicurezza deve essere una priorità assoluta e non ammette uno scarico di responsabilità delle committenti.” La singolarità del nuovo accordo è secondo Paolella “il valore storico di una contrattazione capace di mettere in prospettiva e anticipare i problemi anziché subirli” . Chissà se diventerà, come il segretario Flai prevede, la novità dei contratti a venire. Il punto futuro, secondo lui, dovrà stare nella conoscenza e nella coscienza di ciò accade: “L’Intelligenza Artificiale, per esempio, può essere utilizzata in ogni modo possibile. Il problema è conoscere, discutere, contrattare”.