Reggio città dell’abusivismo, oltre che delle persone. E’ davvero lungo e articolato l’elenco delle irregolarità stilato da Confcommercio in un accorato appello alle istituzioni locali affinché intervengano tempestivamente prima del crollo definitivo di un’intera categoria. Tutti principali settori di vendita sarebbero infatti ormai preda di illegalità, di singoli e organizzazioni. Abbigliamento anche di valore, profumi e fiori venduti col metodo del “porta a porta” o direttamente in appartamento; la pelletteria prodotta in laboratori e industrie sparsi un po’ su tutto il territorio; antiquariato e gioielleria perlopiù provento di furti e oggetto di ricettazione; dietro la vendita di generi di monopolio o accendini ci sarebbe la criminalità organizzata, gli elettrodomestici reperiti attraverso importazioni illegali, gli alimentari venduti presso spacci aziendali per non parlare di circoli, eventi e sagre che spesso non rispettano le finalità benefiche delle loro attività. Insomma un quadro estremamente negativo reso ancor più drammatico da una crisi senza fine. A risentire dei suoi effetti non sono solo i commercianti regolari ma l’intera società perché l’illegalità si trasforma anche in contributi non versati e tasse non pagate, in consumi senza garanzia, qualità e conservazione e distorsione del mercato. Le misure richieste per contrastare il fenomeno sono l’intensificazione della vigilanza e delle sanzioni e una competenza amministrativa di controllo gestita direttamente dai comuni
27 Ottobre 2011
Lacrime al dettaglio
Il grido d’allarme di Confcommercio: tutti abusivi
Confcommercio stila l’infinito elenco degli abusivismi nella nostra provincia e invia un accorato appello alle istituzioni prima della fine
1 minuto di lettura