Referenzium: riflettiamo gente, riflettiamo…

referenziumCiò che più mi colpisce di alcune posizioni che si stanno manifestando nel dibattito sul referendum costituzionale è il radicalismo, l’incapacità/impossibilità di ascoltare gli altri, le ragioni degli altri. In alcuni casi persino l’odio rivolto al Presidente del Consiglio. Sia chiaro errori ne ha commessi lui se si è arrivati a tanto. Ma c’è dell’altro. Evidentemente si è rotto qualcosa di importante nel nostro modo di convivere e di rapportarci con chi ha delle responsabilità e il potere.

A prescindere dagli effetti sul risultato elettorale, a me sembra che ci dobbiamo occupare e preoccupare di questo oggi, prima che tali sentimenti distruttivi si sedimentino e strutturino, perché ne va della nostra possibilità di “sopravvivere” come società e civiltà. Fermiamoci tutti e riflettiamone, facciamo uno o tanti passi indietro prima di precipitare. Ci sono anche uomini che per esperienza e cultura dovrebbero esserne consapevoli, invece “per odio” arrivano a contraddirsi e a rifiutarsi di ragionare.
È uscito proprio in questi giorni un libro molto interessante (“Odio politico” di Vincenzo Ciampi) la cui tesi è che l’odio può rivelarsi dominante nell’agire politico.

L’evento storico assunto per dimostrarlo è l’uccisione di Cesare, ma si traggono conclusioni che possono illuminare anche questo tempo. Mi limito a poche citazioni:
“L’odio per un leader politico, per aver efficacia, non può conciliarsi con una visione normalizzata, per quanto negativa, del bersaglio da colpire. L’eccesso è obbligatorio, altrimenti diventa routine e non interessa nessuno”.
“Da politiche le divisioni diventano etiche: l’insieme delle diversità politiche e di quelle etiche creano un’inconscia presunzione di supremazia antropologica. Da ciò al disprezzo generalizzato il passaggio è breve. Dal disprezzo al l’odio, pressochè obbligato”.
“La quintessenza dell’odio politico sta nel rappresentare il nemico attraverso il giudizio non sulle sue azioni, ma sulle sue intenzioni, sicuramente le peggiori”.
“L’odio politico non prevede ambiguità nè retroversioni. È, a suo modo, lineare e irreversibile. Non è un sentimento; o meglio, non è solo un sentimento. È un modo di vivere”.

Riflettiamo gente, riflettiamo.

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