Dietro scorrono le immagini di 30 anni e passa di televisione (annunciata l’idea di dar vita ad una Fondazione per mettere a disposizione della città un archivio sterminato), davanti invece la platea delle grandi occasioni con gli amministratori di ieri e di oggi, comunali, provinciali, regionali. I vertici del Pd al (quasi) gran completo e pure la benedizione del Governo Gentiloni. Il futuro editoriale, stando almeno alle magniloquenti espressioni, tra analisi e prospettive, degli interventi dal palco a partire da quello del presidente Edwin Ferrari, parte da lì.
Ovvero dalla nascita del colosso informativo di Coop Alleanza 3.0 (la più grande cooperativa di consumatori del Paese e la più grande d’ Europa per numero di soci) al secolo Tr Media, in grado di riunire 4 televisioni, Telereggio, Teleducato Parma, Trc Bologna e Modena, 1 canale satellitare, un numero imprecisato di portali web per un network da oltre, annunciano dal pulpito, 300mila spettatori al giorno. 7o dipendenti, 2300 inserzionisti, ma soprattutto 1 milione e mezzo di soci coop in Emilia Romagna che dovrebbero essere entusiasti dell’iniziativa. Perché quella è la loro tv.

La maxi aggregazione si è resa necessaria per fronteggiare un mercato sempre più sfittico, quello dell’emittenza locale, che ha perso in pochi anni 1600 posti di lavoro ed il 43% dei ricavi (a livello nazionale) e dunque per presentarsi con le carte in regola all’appuntamento con la nuova legge sull’editoria che dovrebbe irrorare di pubblico denaro, in quantità massicce, pochi ma ben consolidati, per diffusione e lavoratori, soggetti radiotelevisivi. Ecco dunque la nascita di questo super polo informativo-lavorativo (“di area vasta” come l’ha definito Giammaria Manghi) che crea di fatto una situazione di monopolio sul campo, anche nella raccolta pubblicitaria.
Con questa corposa fusione (che potrebbe vedere anche la nascita del filone cartaceo), Coop Alleanza 3.0 e soci ripercorrono le tappe imprenditoriali che alcuni fa portò all’apice del settore il gruppo televisivo Spallanzani, oggi al contrario progressivamente smantellato per scelta (resta la sola Rete 7 Bologna). Ex gruppo che, non a caso, ha recentemente ceduto a Comunicare il prezioso, e visibilissimo sul nostro territorio, canale 42.