Dal giorno in cui è stato eletto sindaco di Reggio, Graziano Delrio di strada ne ha fatta. Ora che è presidente dell’Anci non perde occasione per farsi paladino degli interessi dei Comuni, contro il Governo centrale. Dopo il braccio di ferro con Roma sul patto di stabilità, Delrio lancia una nuova offensiva, questa volta contro Equitalia. A margine di una conferenza stampa sul tema della riscossione dei crediti dei Comuni e in particolare del Comune di Reggio, e sul tema dell’Imu, il primo cittadino ha ribadito riguardo alla riscossione dei crediti, che “il Comune di Reggio ha già separato, per così dire, i suoi destini, indicendo fra i primi, tempo fa, una gara per affidare la riscossione dei crediti: soltanto una parte limitata delle riscossioni è affidata oggi a Equitalia, mentre l’altra parte è stata affidata a un’altra società”.
“Equitalia però – ha sottolineato Delrio – non va criminalizzata. Equitalia svolge il proprio mestiere, a volte però ciò è stato fatto in maniera troppo rigida, non valutando a pieno alcune situazioni. C’è bisogno di più sensibilità, più attenzione in questo periodo particolare. Per cui, poiché dal primo gennaio 2013 scadrà il contratto con Equitalia, l’Associazione dei Comuni italiani metterà a disposizione dei Comuni un nuovo strumento per la riscossione”.
In tema di Imu, Delrio ha ribadito che “come Anci abbiamo detto che l’Imu è una patrimoniale mascherata, di fatto l’80% del gettito va allo Stato, e sarà un’imposizione molto forte. E’ molto importante che ci sia chiarezza su questo verso i cittadini. Il risultato netto sarà che i cittadini saranno più tassati e i Comuni più poveri. Non è vero infatti che i Comuni diverranno più ricchi con l’Imu, anzi perderanno circa il 30% del gettito rispetto al passato. E’ quindi importante che ciascuno si assuma le proprie responsabilità”.
“E’ un pasticcio che sta provocando ingiustizie – ha aggiunto Delrio – anche perché è un’imposta regolamentata dal centro. Non dimentichiamo che molte persone verranno colpite da una tassazione molto forte e avranno difficoltà serie, ad esempio i pensionati che vivono in un appartamento magari abbastanza grande, ma hanno una pensione al minimo”.
“L’Imu in origine era una tassa comunale – ha ricordato – un’imposta municipale che doveva dare vita al federalismo, cioè a una stagione di responsabilità e autonomia fiscale. L’imposta, così com’è costruita attualmente, va perciò cambiata, va distinta la parte statale da quella comunale”.
“Chiediamo allo Stato che si assuma le sue responsabilità – ha sottolineato Delrio – dicendo ai cittadini per quali obiettivi utilizza il gettito. Servono soldi per il risanamento dei conti dello Stato, giusto, ma allora questa parte sia separata, perché in questa maniera i cittadini potranno giudicare come verranno spesi i loro soldi. La cosa non ci pare irrilevante”. Separando le ‘voci’, “con l’Imu affidata ai Comuni, potremmo alleggerire l’imposta di circa il 40% e lo Stato potrebbe fare un patto con i cittadini, come fecero Prodi e Amato a loro tempo, destinando esplicitamente un prelievo al raggiungimento dell’obiettivo di risanamento dei conti pubblici”.
“E’ chiaro – ha concluso Delrio – che la patrimoniale deve essere separata dal resto. Preferiremmo non fosse applicata soltanto su alcune abitazioni, ma sui grandi patrimoni, ma questo è un altro tema. L’importante ad ora è dire la verità e cambiare al più presto l’imposta, perché l’iniquità che si creerà dopo la prima rata Imu, sarà molto più visibile di quello che si pensava. E questo lo diciamo da mesi. E’ molto, molto importante che il governo ora ripensi questa imposta”.