La denuncia: continua la militarizzazione delle ferrovie

Il volantino di Coordinamento antimilitarista e Collettivo Ferrovieri contro la guerra

Livorno – Preparare (e prepararsi) alla guerra . È questa l’accusa che il Coordinamento antimilitarista livornese e il Collettivo Ferrovieri contro la guerra lanciano in relazione alla “militarizzazione dell’infrastruttura ferroviaria italiana” che, secondo i firmatari del volantino diffuso fra i viaggiatori, “prosegue vergognosamente, senza sosta e senza informare la collettività”. Tant’è vero che, si spiega nel volantino, l’Unione Europea, nell’ambito dei ‘progetti di trasporto dell’Mce (meccanismi per collegare l’Europa) completati nell’ambito della dotazione per la mobilità militare, “ha finanziato con 3.875.000 euro l’ampliamento del binario 4 della stazione di Pontedera (Pisa) e dei binari 1-2-3-4 della stazione di Palmanova (Udine), adattando i sistemi di sicurezza, segnalazione e trazione elettrica”.

Un progetto che avrebbe lo scopo di “consentire la manovra dei treni lunghi 740 metri per il duplice uso civile-militare. Avere quindi da un lato un trasporto merci efficace, ma dall’altro lato incentivare una mobilità militare per finalità di addestramento e difesa, consentendo così il duplice utilizzo, militare e civile, delle linee ferroviarie Firenze-Pisa e Udine-Cervignano. Un’escalation militare e guerrafondaia che si catapulta in stazioni civili come quella di Pontedera dove quotidianamente si registra un grande afflusso di viaggiatori che mentre aspetteranno il proprio treno, potranno trovarsi in mezzo a treni militarizzati trasportanti esplosivi, carri armati, mezzi militari, soldati e così via”.

Una commistione pericolosissima, conclude il volantino, con la sicurezza dei civili messa a rischio ” a causa dell’intreccio tra il materiale bellico trasportato ed eventuali incidenti ferroviari”.

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