Firenze – La forza del Made in Italy agroalimentare? Risiede “nella stretta sinergia tra agricoltura e ristorazione, tra chi produce e chi trasforma. Nella collaborazione lungo la filiera, dal campo alla tavola, risiede il valore aggiunto del cibo italiano nel mondo”. A commentare l’ingresso ufficiale della cucina italiana nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, è il presidente di Cia Agricoltori Italiani della Toscana, Valentino Berni.
“La cucina nazionale e quella toscana, sono un insieme di pratiche sociali, riti e gestualità basate sui tanti saperi locali. Saperi e sapori – sottolinea Berni – che riflettono l’immensa biodiversità di prodotti e territori rappresentata dalla nostra agricoltura e valorizzata nelle tante ricette di agriturismi e ristoranti che raccontano cultura e tradizioni regionali. Così vaste e peculiari da rendere la cucina tricolore la più amata e ricercata anche all’estero”.
Per il presidente di Cia Toscana, il riconoscimento Unesco, frutto dell’impegno del governo e di un grande lavoro di squadra anche con le organizzazioni agricole, “rappresenta una nuova, grande opportunità per tutelare, garantire e promuovere sempre di più la cucina italiana nel mondo, a partire dai prodotti agricoli”.