La danza lancia un messaggio di pace nel nome di Giorgio La Pira

Una serata dedicata al Professore sempre più un punto di riferimento per tutti coloro che non si rassegnano al prevalere della logica della potenza e della violenza

Firenze – Il festival della danza si cala nelle contraddizioni e i drammi dell’età del cambiamento e richiama  il messaggio di uno degli uomini che più rappresenta l’anelito verso una cultura universale della pace, Giorgio La Pira.

Keith Ferrone e Marga Nativo i direttori artistici del Florence Dance Festival hanno dedicato la serata del 13 luglio al Professore sempre più un punto di riferimento per tutti coloro che non si rassegnano al prevalere della logica della potenza e della violenza nei rapporti fra i popoli.

Quattro i momenti dell’evento che si è svolto nel Chiostro Maggiore di Santa Maria Novella, tradizionale straordinaria scena della rassegna coreutica. Una riflessione collettiva sul pensiero di Giorgio la Pira che ha visto l’intervento dell’ex sindaco Dario Nardella, gli ex parlamentari Valdo Spini ed Enrique Baron Crespo, già presidente del Parlamento europeo, l’assessore Giovanni Bettarini, l’abate di San Miniato Bernardo Gianni, lo storico Augusto D’Angelo e Patrizia Giunti, presidente della Fondazione Giorgio La Pira.

Un coinvolgente  “Inno alla Pace” con la musica di Andrea Portera e il testo di Padre Bernardo eseguito dal coro Animae Voces diretto dal maestro Edoardo Materassi (soprano Benedetta Gaggioli, voce narrativa Giorgio Marcello) ha sottolineato la forza delle parole di La Pira e dei suoi interpreti: “Il simbolo dell’Europa è l’inno alla Gioia con la musica di Beethoven e il testo di Schiller – ha detto  Sergio Risaliti ideatore dell’opera – oggi uno dei suoi simboli sia un inno alla pace”. Il testo di padre Bernardo è costruito su un dialogo fra la Guerra e la Pace, in cerca di un luogo disposto a spalancare le sue porte come “la città posta sul monte” di La Pira.  

Sul palco rotondo del chiostro, in omaggio alla sicilianità del Sindaco di Firenze, è stata poi rappresentata la pièce coreografica di Marga Nativo ispirata ai “Leoni di Sicilia” di Stefania Auci “La Sicilia dei fratelli Florio – L’inizio” con le musiche di Francesco Giubasso. Messo in scena l’anno scorso in prima assoluta, lo spettacolo è articolato in quattro quadri e racconta in chiave contemporanea l’arrivo sull’isola della famiglia Florio, protagonisti della vita economica e sociale della Sicilia a cavallo fra Ottocento e Novecento.

L’ultimo atto di una serata intensa e straordinaria è stata la dedica del “Premio Mercurio Volante per l’arte e la cultura della danza”, quindicesima edizione, a Giorgio la Pira. La statuetta è stata consegnata a Patrizia Giunti presidente della Fondazione che coltiva e promuove l’eredità dell’uomo “che ha saputo trasformare i valori della pace, della solidarietà e della dignità umana in eredità universale”.

La serata di riflessione sulla pace è stata il momento culminante del Festival giunto alla 37ma edizione, quest’anno intitolata a una delle espressioni più belle del Professore scritta nelle Lettere alle Claustrali (1954-56): Firenze proiezione di luce su tutta la civiltà degli uomini, di ieri, come di domani”. Nelle parole del padre Bernardo, il significato artistico dell’intuizione degli ideatori della rassegna: “La danza è la sintesi perfetta della poesia e della preghiera”. Per fermare la follia della guerra ci vogliono speranza, fantasia, passione. Come quelle che animano i danzatori.

In foto: da destra, Patrizia Giunti, Giovanni Bettarini, Marga Nativo e Keith Ferrone

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