L’Agenzia delle Entrate è nota per essere implacabile con gli evasori, ma pare che sia quantomeno inflessibile anche con i propri dipendenti. A denunciarlo è la Fp Cgil che denuncia il caso di un dipendente a cui l’Agenzia chiede la restituzione di ben 8800 euro per fruizione di permessi utilizzati per stare al capezzale del padre morente.
La vicenda – spiega la Fp Cgil – riguarda un contenzioso relativo all’interpretazione del diritto ai permessi che la legge104 prevede per l’assistenza ai familiari disabili e/o gravemente ammalati, che l’Agenzia inizialmente nega, interpretando in senso restrittivo il concetto di continuità dell’assistenza (a suo dire impossibile da prestare vista la lontananza dal luogo di lavoro al luogo di residenza del padre). Il dipendente si rivolge quindi al giudice del lavoro di Reggio Emilia che in primo grado accoglie le ragioni del lavoratore, interpretando in maniera estensiva il vincolo di continuità dell’assistenza, e intima all’Agenzia di concedere i permessi. E così avviene per un certo periodo. L’Agenzia però ricorre in secondo grado, la Corte d’Appello di Bologna riforma la sentenza di primo grado e i permessi vengono rifiutati ma purtroppo, nel frattempo, il padre del lavoratore interessato, è deceduto. L’Agenzia quindi insiste nel chiedere il recupero delle somme corrispondenti alle giornate di permesso fruite per alcuni anni a seguito della sentenza di primo grado del Tribunale di Reggio Emilia.
“E’ singolare – scrive la Cgil – come l’Agenzia non usi nei confronti dei propri dipendenti il principio del “favor rei”, usato invece nei confronti di contribuenti anche in caso di accertata evasione fiscale, come a volte accade nell’ambito della definizione delle liti pendenti. Da sottolineare che la Direzioni Regionale delle Entrate si rifiuta di rispondere al legale del lavoratore che, con ben tre lettere raccomandate, ha chiesto chiarimenti e delucidazioni rispetto ai conteggi effettuati (che non appaiono corretti), né accetta di discutere nel merito del provvedimento o di prendere in considerazione ipotesi di mediazione. La somma richiesta – si domanda infine sindacato – è ingente e gravosa per la busta paga di un lavoratore dipendente. Possibile che l’Agenzia non abbia al momento altre priorità (ad esempio concentrarsi sulla lotta all’evasione fiscale)?”