I rifiuti sarebbero già stoccati da giorni all’interno dell’inceneritore di Parma, in quantità ragguardevole, pronti ad essere inceneriti. Il via (definitivo?) al camino di Ugozzolo sarebbe calendarizzato per domani, mercoledì 28 agosto.
Lo annuncia, con una nota dai toni drammatici, l’associazione Gcr (Gestione corretta rifiuti) da sempre contraria all’inceneritore contro il quale sta conducendo una battaglia pluriennale. Battaglia persa, al momento, nonostante il Gcr abbia piazzato nella giunta grillina alla guida del Comune il vice sindaco e l’assessore all’Ambiente.
E’ dell’inizio d’agosto la decisione del Tar favorevole a Iren Emilia, che aveva fatto ricorso contro lo stop imposto dal 3 luglio dal Comune. Il tribunale non si è ancora espresso nel merito della questione sollevata all’epoca, vale a dire l’agibilità parziale dell’impianto richiesta dalla multiutility e rigettata dal Comune. Lo farà ai primi di ottobre. Ma intanto i giudici avevano applicato la sospensiva al blocco, consentendo di far ripartire l’inceneritore.
Potrebbe essere così rispettata la scadenza del 26 settembre, data entro la quale è prevista la fine dell’esercizio provvisorio dell’impianto e l’inizio dell’attività a regime.
Per ora, si riaccendono le polemiche. In primo luogo nei confronti di chi aveva promesso di non far partire l’inceneritore, o di riuscire a spegnerlo, Gcr, Pizzarotti e Beppe Grillo tra i primi. Ma è anche lo stesso Gcr a sparare a zero contro quelli che ritiene i responsabili del progetto. Ce n’è per tutti: dalla Provincia agli industriali passando per la curia vescovile locale e l’ex sindaco Ubaldi. Curiosamente “dimenticati”, in un elenco così lungo, l’ex sindaco Vignali (anche assessore all’Ambiente con Ubaldi) e i suoi alleati civici e pidiellini. Chissà come mai.