Il Cavaliere Oscuro torna più forte che mai

Non delude affatto l’ultimo capitolo della trilogia di Batman firmata da Christopher Nolan
Il muscoloso Tom Hardy è il cattivissimo Bane

Per fortuna, a differenza di quanto sarebbe potuto succedere in passato, il preoccupante episodio di cronaca che aveva avvolto The dark knight rises in un alone di cupa follia (ovvero la sparatoria avvenuta il 20 luglio durante l’anteprima del film a Denver ad opera di uno psicolabile) non ha suscitato gli strali di psicologi, allarmisti o detrattori del filone supereroico, ma solo qualche – più che giustificata – riflessione sulla diffusione delle armi negli USA. Ed è un bene, in fondo, perché sarebbe stato ingiusto far ricadere anche solo parte dell’accaduto sul modello offerto da un personaggio così carismatico e complesso come quello di Batman. Tanto più del Batman di Christopher Nolan, che regala con questo terzo capitolo uno spettacolo a dir poco sensazionale.

Non era facile, d’altronde, considerato l’inevitabile confronto con il precedente The dark knight. La pellicola incentrata sull’impareggiabile Joker di Heath Ledger aveva rivoluzionato il modo stesso di rappresentare i supereroi al cinema, quasi come il Watchmen di Snyder e ben più del già apprezzabile Batman Begins. L’idea di un terzo film che portasse sullo schermo un villain cattivo, brutale ma non psicologicamente troppo sfaccettato come Bane era foriero di una certa componente di rischio. Eppure, se possibile, Nolan porta avanti in maniera ancor più magistrale il suo personale affresco del Cavaliere Oscuro, con new entry attoriali strepitose (il bravissimo e mascherato Tom Hardy e la versatile e affascinante Anne Hathaway) ed uno script interessante, capace di coinvolgere ed appassionare nonostante le quasi tre ore di durata. E, a parte una risatina involontaria sulla scena della vertebra che torna al proprio posto con un colpo sulla schiena e qualche battuta ironica affidata alle carnose labbra della nuova Catwoman, l’intensità si mantiene altissima al pari dell’adrenalina, stimolata da trovate visive e sequenze d’azione dal tocco autoriale.

Bellissimo anche il finale, che da una parte sembra voler chiudere un cerchio e dall’altro solleticare la curiosità dei fan sulla possibilità di un sequel. Con la speranza che, semmai qualcuno continui davvero questa saga, questi non sia null’altri che Nolan stesso.

Total
0
Condivisioni
Prec.
“Favia? A questo punto meglio Casaleggio”

“Favia? A questo punto meglio Casaleggio”

Il capogruppo comunale del Movimento 5 Stelle accusa il consigliere regionale:

Succ.
L’utopia bersaniana tra dinosauri e poteri forti

L’utopia bersaniana tra dinosauri e poteri forti

Il segretario del Pd dal palco di Festa Democratica strizza l'occhio all'ala

You May Also Like
Total
0
Condividi