IA e Sistema-Italia: un antidoto contro gli effetti dell’invecchiamento

Il report di Microsoft consegnato alla decima commissione della Camera

Microsoft spinge l’Italia lungo la strada dell’intelligenza artificiale, che può essere l’antidoto contro l’invecchiamento della popolazione. Ma al nostro Paese mancherebbero 3,7 milioni di occupati con competenze digitali di base e 137mila iscritti in più a corsi di laurea ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) per abilitare l’implementazione di soluzioni di IA Generativa nel tessuto economico. È quanto emerge dal report che Microsoft ha consegnato alla decima commissione della Camera durante l’audizione di Francesca Bitondo (responsabile rapporti istituzionali di Microsoft Italia) e Mattia De Rosa (AI director di Microsoft Italia).

Il documento, realizzato con lo Studio Ambrosetti, intitolato “AI for Italy: Impatti e prospettive dell’Intelligenza Artificiale Generativa per l’Italia e il Made in Italy”, fa parte della mole di contributi che la commissione parlamentare presieduta da Alberto Luigi Gusmeroli ha raccolto nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’intelligenza artificiale, ormai giunta a conclusione, e che ha visto la partecipazione anche dei rappresentanti delle grandi big tech. 

Secondo il report di Microsoft la produttività del Sistema-Italia potrà aumentare fino al 18% grazie all’adozione dell’IA generativa, per un totale di circa 312 miliardi di euro di valore aggiunto annuo.

Ecco alcuni punti chiave del documento: “L’Italia ha bisogno dell’IA Generativa per sbloccare la produttività e contrastare gli effetti avversi di una popolazione che invecchia. Nel nostro Paese, l’IA Generativa può diventare la chiave per mantenere alto il livello di produttività e benessere in un contesto di crescente scarsità del talento e di generale invecchiamento della popolazione. L’Italia entro il 2040 perderà infatti circa 3,7 milioni di occupati: un numero di lavoratori che, con gli attuali livelli di produttività, contribuiscono alla produzione di circa 267,8 miliardi di Valore Aggiunto. Le nuove tecnologie consentiranno di mantenere invariato lo stesso livello di benessere economico”.

Il tema del deficit di forza lavoro era già stato al centro delle considerazioni di Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), in un intervento su corriere.it: “Si prevede che nel 2040 la forza lavoro in Italia sarà ridotta di 3,7 milioni di unità, con il 20% della popolazione composta da persone oltre i 65 anni. Questa variazione – scriveva Metta – avrà un impatto economico significativo, stimato intorno al 15% del Pil. Le imprese già oggi faticano a trovare personale nel settore manifatturiero, e questo problema si estende su scala globale. Il rischio reale è che i sistemi di robotica e intelligenza artificiale non siano sufficientemente avanzati per colmare le future carenze”.

In sostanza è una specie di ribaltamento dell’approccio quello che sia il report di Microsoft che l’analisi di Metta propongono: non facciamo i calcoli sui posti di lavoro che i robot sottrarranno all’uomo, ma progettiamo le automazioni in modo che colmino la mancanza di forza lavoro in un Paese ad alto tasso di anzianità come l’Italia. Ragionamento che fila, se però, attraverso le necessarie modifiche dei processi formativi, l’Italia riuscirà a garantire ai giovani un lavoro non più precario.

“L’IA Generativa è una tecnologia dalla portata rivoluzionaria che, nel nostro Paese, può generare, a parità di ore lavorate, fino a 312 miliardi di euro di valore aggiunto annuo, pari al 18% del PIL italiano – si legge nel report di Microsoft – A parità invece di Valore Aggiunto generato, l’uso di strumenti di IA Generativa libererà un totale di 5,4 miliardi di ore che corrispondono, per fare esempi concreti, alla totalità delle ore lavorate in un anno da 3,2 milioni di persone”.

Per cogliere tutte le opportunità dell’Intelligenza Artificiale generativa, secondo il documento di Microsoft e Studio Ambrosetti l’Italia deve stimolare la digitalizzazione delle imprese, con particolare attenzione alle medio-piccole, e sviluppare le giuste competenze, accelerando la digitalizzazione di più di 113mila PMI del Paese.

Dalla ricerca emerge come le aziende italiane si stiano avvicinando a queste tecnologie, cogliendone gli immediati benefici: un 1 impresa su 2 ha già provato a utilizzare soluzioni di AI e il 70% di coloro che le hanno testate dichiarano di aver ottenuto vantaggi di produttività. Tra i principali ambiti di utilizzo evidenziati: il reperimento di informazioni (55%), assistenza virtuale (48%) ed efficientamento dei processi (47%). Tra le principali barriere per la piena adozione di queste tecnologie vengono evidenziate per il 72% delle imprese quello delle competenze e una preoccupazione sugli aspetti di privacy, sicurezza e affidabilità.

Microsoft, in sostanza, spinge l’Italia ad “aumentare le competenze digitali e stimolare l’adozione dell’IA generativa, soprattutto nelle piccole e medie imprese. Cogliere appieno le opportunità dell’IA Generativa non è solo necessario per sbloccare la produttività e contrastare gli effetti avversi dell’invecchiamento della popolazione – conclude il report del colosso ICT – ma risulta altresì indispensabile per mantenere alta la competitività internazionale”. Secondo Microsoft, “non sfruttarne il potenziale non sarà solo un’opportunità sprecata ma, al contrario, porrà l’Italia in difficoltà in un panorama competitivo globale che sarà sempre più plasmato dalla diffusione pervasiva di questa tecnologia”.

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