Generazione bighellona

Immaginate di essere una giovane diciottenne in un afoso pomeriggio di Luglio, barricata nella sua stanza a guardare gli ultimi imperdibili episodi della sua serie tv preferita. Nel bel mezzo di un colpo di scena, ecco che il suono di una notifica interrompe il momento perfetto. Sul display del vostro IPhone si illumina un messaggio inviato da Marta, la vostra migliore amica: “stasera che si fa?”.

Ed è in questo preciso istante che la rassegnazione vi pervade: è inevitabile che l’estenuante routine quotidiana di discussioni vi piomberà inesorabilmente addosso tra 3,2,1…

“Propongo un apericena da Venturini Baldini” scrive il SOFISTICATO del gruppo.

Un buon calice di lambrusco, qualche risata con gli amici davanti al tramonto, e dulcis in fundo mille lucine che si accendono non appena il cielo si fa scuro. Sembra perfetto, nessuna obiezione. O quasi…

“No vez ho speso troppi soldi il weekend scorso! Molto meglio un Monopoly tattico nella mia taverna”. Inutile dirlo, vi presento l’IMPRENDITORE del gruppo, sempre in perfetta sintonia con lo SCROCCONE, dal quale non potete che aspettarvi in risposta sette semplici parole: “se mi offri una pizza, ci sono.”

Ma c’è anche chi, di degustazioni quanto di cene offerte, non si preoccupa più di tanto : “Io ho la palestra, stasera non posso” . Il BODYBUILDER, un immancabile classico…

La serie indefinita di insulti che seguono questo messaggio stavolta ve la risparmio, ma di solito si conclude con le proposte di chi cerca di rimediare al caos in atto; il bowling, il biliardo e il cinema occupano sicuramente gli scalini più alti del podio in queste situazioni.

Il 99% delle sere però la commedia trova il suo lieto fine in una semplice, scontata, ma mai disprezzata conclusione : “Vabbè ragazzi ho capito, anche stavolta andiamo a berci qualcosa in centro”.

Non stupitevi allora se, davanti ai bar di piazza Fontanesi in un venerdì sera qualsiasi, avvisterete mandrie di ragazze in sfilata sui loro tacchi a spillo e una fila di giovani con lo sguardo furtivamente rivolto verso i tubini di quest’ultime. Se osserverete con più attenzione noterete anche qualche cavaliere senza macchia e senza paura che, dopo aver provato a ordinare un Gin Lemon da offrire alla propria dama, non ha potuto fare altro che abbandonare il campo di battaglia alla richiesta della barista di mostrarle la carta d’identità.

Santo Jova, Patrono delle apericene, aiutali tu

Facciamo un po’ sorridere noi giovani in effetti, tutti lì ingessati con i nostri drink in mano, quando in realtà nessuno è mai dove vorrebbe davvero essere…

E allora perché ogni fatidico venerdì sera ci ritroviamo lì?

È un dubbio amletico .

Un’equazione irrisolvibile.

Forse perché ci piace pensare che i problemi della nostra vita un po’ sgangherata si possano depositare sul fondo del bicchiere e svanire dopo quattro chiacchiere con gli amici di sempre.

O forse perché, a volte, siamo solo tremendamente a nostro agio nella comoda divisa dei giovani bighelloni, abituati a fingere che tutto possa scivolare loro splendidamente addosso.

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