Governo contro Toscana, è la quarta volta

Il Consiglio dei Ministri porta la legge sul salario minimo davanti alla Consulta

Firenze – Non c’è due senza tre, ma stavolta siamo a 4 stop. Il governo Meloni arriva puntuale sulla legge regionale toscana che stabilisce il salario minimo, e, dopo la legge sui balneari che la Consulta ha dichiarato incostituzionale, il TU sul turismo per quanto concerne gli affitti brevi e la legge sul fine vita, la stoppa. Si tratta per la precisione della legge 30 del 18 giugno 2025, che prevede una sorta di “premio” per le imprese che nelle gare pubbliche garantiscono un salario minimo di almeno 9 euro lordi l’ora. L’eccezione esposta dal Consiglio dei Ministri è che in alcune parti la legge toscana si pone in contrasto con le normative statali che disciplinano la concorrenza. Ovvero, secondo il governo, violano l’articolo 117 della Costituzione.

L’azione del governo ha alzato una polemica molto forte. La segretaria del PD Elly Schlein ha parlato di “decisione scandalosa” del.governo “considerato che le famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese per le bollette alte e gli stipendi bassi”, promettendo battaglia futura, perché in Parlamento “torni la legge di iniziativa popolare su cui abbiamo raccolto oltre centomila firme, ma il salario minimo sarà centrale in tutti i programmi elettorali nelle regioni in cui andremo al voto”.

Indignazione, sconcerto e la ferma determinazione a dare battaglia in ogni sede a difesa della legge toscana sul salario minimo impugnata dal Governo. Il presidente Eugenio Giani reagisce e conferma l’obiettivo di tutelare gli stipendi dei dipendenti delle aziende che lavorano, in appalto, per la pubblica amministrazione.  “Esprimo la mia più netta contrarietà alla decisione del Governo, si tratta di una norma di civiltà, pensata per garantire dignità e tutele a chi lavora, premiando negli appalti pubblici le aziende che riconoscono almeno 9 euro lordi all’ora ai propri dipendenti.
Come Regione Toscana ci costituiremo in giudizio davanti alla Corte Costituzionale per difendere con determinazione questa legge e il principio che la ispira: il lavoro deve essere giusto, sicuro e retribuito in modo equo. La Toscana continuerà a battersi per il rispetto della dignità delle persone e per un modello di sviluppo fondato sul lavoro di qualità.”
Con Giani l’assessore ai contratti, Stefano Ciuoffo: “La legge è uno strumento per tutelare i salari, l’impugnativa non significa che la legge sia già stata bocciata: E’ bene ribadire con forza che ci sono elementi di valore per sostenere le ragioni della legge toscana . Inoltre, la premialità inserita non configura alcuna imposizione agli imprenditori che decidano di partecipare alle gare”. 

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