Un mondo antico e le ultime frontiere dell’innovazione; il linguaggio del cinema che si intreccia con quello digitale fino ai nuovi passaggi della realtà virtuale e all’ingresso dell’intelligenza artificiale. Ma, come spiega il vicesindaco e assessore alla cultura del comune di Castelnovo ne’ Monti Emanuele Ferrari, non è solo questo l’obiettivo, ma piuttosto quello di condurre i giovani delle scuole cui in buona parte l’evento si rivolge ad acquisire strumenti a largo raggio per costruire una sensibilità intelligente e critica, capace non solo di guardare ma anche di “vedere” e comprendere la realtà. Un progetto che si dipana da maggio a novembre e che poi riprenderà diventando un appuntamento fisso per il territorio.
Il cinema dunque che aiuta a pensare. E a pensare in modo critico e razionale, come dice Marco Salucci, cultore di filosofia teoretica all’università di Firenze, del Comitato scientifico della casa editrice Thedotcompany e della rassegna, che sottolinea, auspicando il superamento delle “due vulture” ovvero umanistica e scientifica, “acquisire consapevolezza critica è il modo per arginare le pseudoscienze; occorre l’esercizio alla razionalità”..
La preoccupazione per il recupero del pensiero consapevole è dunque alla base della scelta di dare vita, peraltro in un territorio già fortemente favorevole e con una grossa tradizione culturale come Castelnovo ne’ Monti (basti pensare che è l’unico paese della lunghissima vallata a possedere una sala cinematografica in cui è possibile vedere le “prime” dei film) a una rassegna il cui fondamento, come rivela il vicesindaco Ferrari, nasce in un incontro fortuito fra il.vicesindaco e l’imprenditore di Energee3 e Thedotcompany Armando Sternieri propiziato da un libro, “Ciak si pensa”.
Tirando le fila, la rassegna Giano incorpora non solo tre elementi apparentemente antitetici come scienza, cinema e filosofia, ma anche, nella sua struttura organizzativa, tre soggetti diversi: un ente pubblico, il Comune, un privato, Energee3 e Thedotcompany più il Teatro di Bismantova.
Occhio di riguardo per le scuole dunque, direttamente interessate al progetto, tanto che, come ricorda il vicesindaco, stamattina mercoledì 18 ottobre, sono stati mille gli studenti che hanno seguito la prima proiezione del festival.”Con una partecipazione sottolineata da applausi e una vivacità incredibile”, come mette in luce Fabio Canessa, giornalista, critico, docente e direttore artistico del Festival.
“Il cinema ha la capacità di interrompere il flusso continuo di immagini, prive di coscienza critica,che si abbatte sui più giovani attraverso i vari social”dice Canessa, sottolineando anche come, paradossalmente, la cultura del cinema sia misconosciuta ai più giovani pur a fronte dell’offerta “pazzesca” che offre la tecnologia. Il ritorno a un flusso di immagini “pensate”per, a loro volta, scatenare “pensiero” è anche alla base delle scelte degli autori che verranno rivisti e messi sotto le lenti dell’analisi e del dibattito, a cominciare da stasera con i due film di una delle registe più colte del cinema italiano, Liliana Cavani. Verrà proiettato “Galileo”, un film del ’67 l’unico mai girato sul grande scienziato, e il suo ultimo film, ” L’ordine del tempo ” tratto dal libro di Carlo Rovelli.
Infine, prima che la sala s’abbui e inizi “Galileo” c’è anche lo spazio per una domanda: il cinema sta diventando sempre più spettacolo per vecchi, e dunque sta morendo? “No – risponde Canessa – il cinema di trasforma, il pubblico dei film horror, ad esempio,è giovanissimo”. E l’estate appena trascorsa ha segnato uno dei più grandi ritorni al cinema degli ultimi anni.
Alla giornata d’inizio della Rassegna erano presenti anche la consigliera provinciale Erica Spadaccini e l’amministratore delegato della casa editrice, Pietro Pazzaglini. I tre giorni di Festival.sono completamente gratuiti.