I comitati pro-Renzi hanno la loro sede nel cuore della città, a due passi da quel palazzo municipale dove il primo cittadino Graziano Delrio, lanciatissimo verso scenari nazionali, è stato tra i primi a scendere in campo a favore dei rottamatori gettando scompiglio tra le fila del Pd. E proprio in piazza Prampolini, angolo Broletto, dove un tempo c’era una profumeria, la sede dei renziani locali è stata tenuta a battesimo con una cerimonia assai sobria (acqua e coca, nessuna traccia di alcool), ben lontana dai fasti politici di un tempo. Profumo di rinnovamento e voglia di chiarezza; e di fare piazza pulita di tutti quei maggiorenti del partito che, secondo loro, rappresentano un vecchio modo di intendere e fare la cosa pubblica.
Ma guai a parlare di nomi; sia l’assessore Natalia Maramotti che il consigliere regionale Beppe Pagani, sollecitati sugli eventuali rottamandi del Pd reggiano, svicolano elegantemente e ci tengono soprattutto a chiarire che il candidato premier del centrosinistra sarà deciso democraticamente dagli elettori. Insomma per fare piazza pulita c’è tempo; i veri “nemici” sarebbero quelli dell’antipolitica, grillini in testa, e naturalmente gli altri contendenti delle urne. Nessun problema invece a sottolineare come nello spazio che va dall’ex democristiano Tabacci all’ex comunista Vendola potrebbe insinuarsi, in caso di vittoria, il virus dell’incapacità di governare per la presenza contemporanea di troppe anime.
Ma alla vigilia o quasi delle primarie (si vota domenica dalle 8.00 alle 20.00 nei 100 seggi della nostra provincia, servono 18 anni, un documento d’identità e il certificato elettorale oltre a 2 euro), i “leader” del Pd se la sono mandata a dire per l’ennesima volta. La pasionaria Rosy Bindi ha definito Renzi “figlio del ventennio berlusconiano” (e chissà poi se è un’offesa) per elargire l’ultima stoccata al contendente che darà a Bersani più filo da torcere. Assente Delrio, impegnato in qualità di presidente Anci a guidare la rivolta nazionale dei sindaci contro la spending review, a rappresentarlo degnamente era il suo luogotenente Maurizio Battini