Gianluca Ferrari
Non è riuscita l’impresa alla Pallacanestro Reggiana di battere i campioni in carica della Montepaschi Siena nella prima giornata del campionato di Serie A, cinque anni dopo la sua ultima apparizione nella massima lega di basket italiana. I biancorossi di coach Menetti lottano alla pari per almeno tre quarti contro la pluri-decorata formazione senese cedendo solo nell’ultima frazione di gioco alla maggior esperienza e concretezza degli uomini capitanati da coach Banchi che vincono con il punteggio – abbastanza basso- di 56-61. Alla fine, resta un po’ di amaro in bocca per aver lasciato andare proprio sul finale una gara condotta per larghi tratti e giocata a pari livello contro una delle favorite per il titolo finale.
Brunner ispirato. La rivoluzione d’estate accorsa in casa Montepaschi e il ritorno dopo diverse stagioni della compagine reggiana nel palcoscenico che conta, condizionano non poco le due formazioni che si dimostrano fin da subito abbastanza imprecise al tiro e poco lucide in difesa anche se sono proprio i tanti errori a contribuire al grande equilibrio generale del primo tempo. La Trenkwalder appare però più convinta dei propri mezzi e rimane avanti per tutto il primo quarto trascinata da un’ispiratissimo Greg Brunner che, in mezzo all’area senese, fa un po’ quello che vuole e segna 9 punti nei primi dieci minuti di gara. Menetti incentra il fulcro del gioco biancorosso sul duo Jeremic-Taylor ma il giocatore americano sembra non essere in grande serata – si vada a vedere l’1/10 al tiro del primo tempo – e quando Siena alza l’intensità difensiva a metà del secondo quarto i biancorossi trovano a fatica il canestro avversario. Ress, MVP della partita, giganteggia sia in difesa che in attacco e con due triple porta avanti i suoi un minuto prima del suono della sirena di metà gara.
Taylor illude. Al ritorno dagli spogliatoi, l’equilibrio e i tanti errori al tiro sembrano rimanere i protagonisti della serata almeno fino a quando Donell Taylor non decide di dare una svolta alla sua partita, fino a quel punto ampiamente insufficiente. A metà del terzo quarto l’ala americana prende in mano i biancorossi e, assieme alle prime stoppate di Cervi in serie A ed alla solita verve dell’incontenibile Jeremic, porta la troupe di Menetti al massimo vantaggio (+7) facendo saltare sui seggiolini l’intero Palabigi. Neanche il tempo di tentare l’allungo decisivo che gli ospiti, nel giro di un minuto e mezzo, piazzano un contro-break micidiale trascinati da un Bobby Brown – anch’egli formato diesel – e riprendono a condurre la gara. L’esperienza e il DNA vincente dei campioni d’Italia sono probabilmente i fattori che prendono il sopravvento nell’ultimo quarto con i biancorossi ai quali, forse, tremano un po’ troppo le gambe e, ahimè, anche le mani. Siena limita l’attacco di Menetti ad un misero 2/11 dal campo nell’ultima frazione e conduce in porto con altrettanta sicurezza la sua seconda vittoria in campionato. Il “fortino” Palabigi alza bandiera bianca dopo le 14 vittorie consecutive della passata stagione ma almeno può dire di essere caduto con onore.
TRENKWALDER RE – MONTEPASCHI SIENA 56-61 (16-15; 30-32; 48-49)
Trenkwalder: James 3, Taylor 10, Jeremic 10, Antonutti 7, Brunner 13, Cinciarini 7, Slanina 2, Cervi 2, Filloy 2, Silins 0, Veccia 0
Montepaschi: Moss 7, Ress 9, Hackett 3, Kangur 10, Janning 4, Kasun 2, Brown 13, Sanikidze 4, Eze 7, Lechthaler ne, Carraretto 0, Rasic 2