Viareggio – In un momento storico caratterizzato da grande “liquidità”, politica oltre che sociale, trovarsi di fronte a un’aspirante Sindaca che ha la capacità di porsi “avanti”, superando le limitatezze di parte perché sceglie di andare oltre cogliendo in concreto i bisogni di una comunità, è un fatto rassicurante. Ed è proprio la sicurezza il sentimento che Marialina Marcucci sa trasferire al pubblico: spiritosa, disinvolta, coinvolgente come si conviene a una persona preparata per competenza ed esperienza.
L’imprenditrice è stata vicepresidente della Regione Toscana nonché per dieci anni presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio incarico che è giunto a scadenza in questi giorni. Correrà al primo turno con il sostegno di una sua lista ancora tutta da definire.
Una persona che ben poco ha da dimostrare perché già ha prodotto fatti che parlano per lei: è donna concreta, e sarà sufficiente che si limiti a indicare la nuova via verso la quale pensa di indirizzare la propria esperienza per Viareggio, la sua Viareggio mon Amour.
Messa in naftalina – non senza commozione – la maschera da Burlamacca indossata negli ultimi 10 anni, Marialina Marcucci ha iniziato il tour elettorale per farsi conoscere a Viareggio nella nuova veste di candidata Sindaca, alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.
L’idea che passa dal suo programma elettorale è come lei: pratica, incisiva, priva di quella retorica dal sapore del “votami che poi si vedrà”. Con il pragmatismo che le è proprio, considera i desideri della città, ma allo stesso tempo ricorda che vanno realizzati insieme, amministratori e cittadini, un fare che riguarda entrambi perché tutti, allo stesso modo, mettono in comune la responsabilità di rendere Viareggio vivibile, armoniosa, attrattiva per i bambini e le famiglie, quelle che in città risiedono come quelle che arrivano per soggiornare per un periodo.
Va “oltre” anche nei punti del programma elettorale da cui trapela la forte propensione verso il “sociale”, nel senso di porsi favorevolmente all’ascolto dei bisogni manifestati dai cittadini: e, anche in questo senso, sta già muovendosi con il sostegno di alcune liste civiche, molto presenti e attente alle loro necessità.
È un territorio vasto quello cui si rivolge, che tocca Torre del Lago ma anche i Comuni limitrofi, nella convinzione di dover salvaguardare – insieme – un bene comune che è proprio il territorio condiviso, del quale ciascuno è chiamato a “prendersi cura”: soprattutto in questa prospettiva, sono le piccole cose a essere considerate importanti nel fare la differenza, l’attenzione al bene comune del quale, ciascuno secondo il proprio ruolo, è chiamato a essere parte attiva. La Marcucci ha usato parole semplici per rivolgersi ai tanti che si sono presentati per ascoltarla, fiduciosi che possa fare con la città lo stesso bene che ha portato al Carnevale, manifestazione che nei dieci anni a sua guida si è consolidata, consolidando allo stesso tempo Viareggio agli occhi del mondo.
Per questo, la progettualità che propone per Viareggio è percepita come condivisa, è la volontà di ascoltare i reali bisogni dei cittadini, a cominciare dalle cose più facilmente fattibili – come i pulmini per la scuola – fino ad arrivare a progetti più ambiziosi: per esempio quelli che dovranno risolvere il problema dei parcheggi senza scavare sottoterra, c’è bisogno di mantenere sicuro il territorio, meglio prevedere parcheggi multipiano, naturalmente pensati per essere belli e inserirsi in armonia nella città.
Ascolto significa attenzione anche distretto della nautica, che ha bisogno non di espandersi ma di resistere alle difficoltà che lo stanno soffocando, mentre ha i numeri che servono per dare lavoro – buono – a tante persone: decongestionare il traffico in via Coppino è uno degli obiettivi prioritari da progettare. Ma anche creare punti di ritrovo per chi nel comparto lavora: in fondo, non occorre pensare solo a opere mastodontiche, il “prendersi cura” passa anche dai piccoli gesti che ciascuno può compiere magari con spirito di spontaneità, se si sente partecipe, accolto, apprezzato nella comunità.
A questo e a molto altro si è rivolta esponendo il programma, articolato in punti concreti che vogliono Viareggio vissuta non solo in Passeggiata ma in ogni spazio: la Pineta, i quartieri del Varignano, Migliarina, Terminetto, del Campo di Aviazione… ogni luogo deve essere restituito alla propria socialità, e alla conseguente serenità dei cittadini che lo vivono.
E sempre si tratta di rispondere usando non la bacchetta retorica delle promesse elettorali, ma la chiarezza di intenti e talenti, per fare anche soltanto piccole cose ma chiare, utili, costruttive. È un messaggio che, pronunciato da Marialina Marcucci, sinceramente non stupisce. In fondo, viene anche da una famiglia che si è sempre contraddistinta per lungimiranza imprenditoriale e attenzione al territorio.
Se molto di quanto avete letto può essere comprensibile solo ai viareggini, o a chi abitualmente frequenta la città, l’idea che passa attraverso la figura di Marialina Marcucci è invece più estesa riguarda tutti: a cominciare dal coinvolgimento dei giovani. Si compiace che ce ne siano molti che vogliono partecipare alle liste, li considera una risorsa essenziale con la quale interagire amalgamando da un lato l’esperienza su come fare le cose, dall’altro la freschezza di menti ricettive al nuovo, propense al fare innovativo e aderente alle aspirazioni di una società in movimento.
È l’idea della politica “buona”, quella che ha finalmente voglia di rinnovarsi per davvero, dando alla comunità l’attenzione e il rispetto che possono portare stabilità, ricompattando la “liquidità sociale” per indirizzarla verso un sistema di organizzazione rispettosa del cittadino, con il quale condivide le criticità, perché sa ascoltarle e ha la volontà di cooperare nel dare soluzione ai bisogni comuni, e grazie al quale ciascuno può riprendersi quel senso di appartenenza civica che aiuta a fare città.