Inizialmente il marketing entrò nelle nostre vite con un libro di studio: per un esame, un corso, insomma attraverso una teoria da studiare e approfondire con calma. Poi, anni dopo, arrivò il web, e ne diventammo addicted. Ma non avremmo mai pensato che il marketing, attraverso il web, ci avrebbe accarezzato, circuito e infine vinto. È accaduto, invece, senza che ce l’aspettassimo.
Tutto è iniziato con un’innocente intervista a Federico Marchetti, fondatore di Yoox, (non sorridete, entrerete nella trappola anche voi), in cui lamentava una scarsa attenzione all’innovazione tecnologica da parte delle forze politiche. «Si parla tanto di innovazione – si lamentava il manager- ma noi qui da Bologna vendiamo i nostri vestiti in tutto il mondo». In tutto il mondo, figurati! Pensammo noi, da praticanti imberbi della comunicazione.
E poi accadde l’imprevedibile. Visitammo il sito, una volta e poi tante volte ancora. Incautamente impostammo una taglia d’abito, la nostra -ma solo per provare – e poi un colore preferito, diciamo il nero. Venne fuori di tutto: l’abito sognato e desiderato era lì, davanti ai nostri occhi, ma in diverse varianti a cura di diversi stilisti. Fu la fine: carta di credito o conto Paypal alla mano, scivolammo nel tunnel del marketing virale: “Potrebbe piacerti anche questo», recitava un maligno slogan per la profilazione dell’utente (indi per cui, i nostri click vennero memorizzati da un computer mefistofelico che, oggi, anticipa e prevede ogni nostra scelta). Ma anche se in seguito non clicchi e ti penti, e ti decidi a frequentare solo austeri siti di notizie, il ricordo viene rinnovato ogni giorno: tra un articolo su Obama e un editoriale sulla spending review, ti ritrovi quel paio di scarpe agognate e tanto cercate, che potrebbero starti a pennello, a metà prezzo.
E alle tue coetanee accade lo stesso, anche se c’è chi preferisce siti in cui si attuano delle privatissime aste su prodotti di un marchio a scelta (Privalia, Vente Privée), o siti di soli abiti di lusso (Luisa via Roma è uno di questi). Grazie alla facilità dei pagamenti, è possibile ricevere prodotti anche da Oltr’Alpe (La Redoute), il che è conveniente soprattutto sulla biancheria per la casa, un po’ più gradevole (e meno già vista) della nostra.
E così, tra un carrello riempito e una lista di preferiti da spulciare, chi ne risente è il vostro conto in banca, ma in modo garbato e silenzioso (siamo online). Mai avremmo pensato che il marketing si sarebbe rivoltato contro noi stesse, ma tant’è: e rispetto a quella famosa intervista del fondatore di Yoox, oramai sono passati anni. E, tanto per saperlo, da allora l’azienda è quotata in Borsa. (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/2009/2010-per-ricominciare/approfondimenti/Yoox-com-Borsa-pioniere-italiano.shtml?uuid=08e024e6-dff1-11de-bb10-a6c8fe24412b )
