Dipendenti comunali, corteo di protesta contro tagli agli stipendi

Il consiglio comunale è stato spostato a giovedì, ma i dipendenti comunali non hanno rinviato il consueto appuntamento del lunedì per dire no ai tagli degli stipendi e del fondo integrativo che tiene sotto scacco i lavoratori comunali da qui a molti anni a venire. Perchè la questione è dura e complicata, come ben sanno i lavoraotri, e per complicarla anche di più s'è aggiunta la pressione da novanta della Corte dei Conti sull'operato dell'amministrazione di Palazzo Vecchio. Ma anche se le ipotesi formulate dal tribunale contabile fossero vere, i lavoratori non capiscono perchè mai proprio sulle loro paghe, non certo sovradimensionate, debba abbattersi la scure dei tagli. 

Così anche oggi circa 500 persone si sono trovate in piazza Signoria dove hanno dato vita a un colorato e vivace presidio che, iniziato come assemblea pubblica, si è sviluppato avvolgendo Palazzo Vecchio in un girotondo di protesta. E, dopo l'ondata di manifestazioni, assemblee e presidi di cui quella odierna è solo l'ultima, il 14 febbraio, è stato preannunciato, ci sarà anche una giornata di sciopero. E’ inoltre stata ribadita la necessità di proseguire la mobilitazione  del lunedì in concomitanza con i consigli comunali. Al termine dell'assemblea corteo e "girotondo" che ha riportato i lavoratori sulla porta del Palazzo. 

''Nei giorni scorsi abbiamo incontrato il sindaco Matteo Renzi e il nuovo direttore generale Antonella Manzione per parlare del problema – ha spiegato Stefano Cecchi, della Rsu – colloquio cordiale, ma non ci metteremo a sedere ad un tavolo senza che prima i tagli ai nostri stipendi siano ritirati. Senza questo atto, non esiste la possibilità di trattativa''. Il sindacalista ha ricordato che se la riduzione del fondo per il salario accessorio sarà confermata, ''si passerà dallo stanziamento di circa 25 milioni dello scorso anno a poco più di 14'', con un danno medio per le paghe degli addetti comunali oscillante  su circa 1500 euro l'anno. 

 

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Il consiglio comunale è stato spostato a giovedì, ma i dipendenti comunali non hanno rinviato il consueto appuntamento del lunedì per dire no ai tagli degli stipendi e del fondo integrativo che tiene sotto scacco i lavoratori comunali da qui a molti anni a venire. Perchè la questione è dura e complicata, come ben sanno i lavoraotri, e per complicarla anche di più s'è aggiunta la pressione da novanta della Corte dei Conti sull'operato dell'amministrazione di Palazzo Vecchio. Ma anche se le ipotesi formulate dal tribunale contabile fossero vere, i lavoratori non capiscono perchè mai proprio sulle loro paghe, non certo sovradimensionate, debba abbattersi la scure dei tagli. 

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