Dal Mosaico ai manifesti: ritratto di Norberto Vaccari

Faccia a faccia con il candidato sindaco del M5s, tra spiritualità e politica

1609823_744979452203261_8978009924633702607_nMosaico è il suo nome spirituale, eredità del periodo trascorso nella comunità dei Riconoscenti fondata dal seguace di Osho Miten Veniero Galvagni. Norberto Vaccari sulla carta di identità e sui manifesti elettorali, classe 1957, professione architetto, è il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle e ha una storia particolare fatta di ricerca interiore, militanza politica e sperimentazioni in campo professionale che gli hanno fatto abbracciare “una visione olistica della vita”. Scelto dal “popolo della rete”, si dice convinto di vincere le elezioni al ballottaggio anche se di esperienza politica ne ha poca. Ha militato per un certo periodo nel Psi per poi confluire nel Pds, entrando a far parte del direttivo provinciale. “Ma per poco tempo, dopo me ne sono andato perché lì sì che c’era un regime mascherato”. E il prezzo dell’inesperienza lo ha pagato subito con la gaffe dell’auto blu di Antonella Incerti al funerale di Zelioli. “E’ dagli errori che si impara e per non ripeterli vanno riconosciuti come tali”.

Vaccari, partiamo dall’inizio. Da dove deriva il soprannome Mosaico?

Il soprannome risale ai tempi della mia frequentazione della Comunità dei Riconoscenti che va dalla metà degli anni ’90 fino al 2002. E’ un periodo che fa parte della mia storia, di un percorso di crescita interiore che è passata attraverso una ricerca spirituale, psicologica e filosofica.

Dunque è un seguace di Osho? O è buddhista?

Non sono né seguace di Osho, né buddhista. Ho sviluppato una mia personale spiritualità

Da dove nasce questa ricerca?

Mi sono laureato in architettura a Venezia nel 1987 e fin da subito mi sono interessato alla bioarchitettura, un concetto sviluppato in Italia da Ugo Sasso che ha il suo fulcro nel rispetto per l’ambiente e in una architettura a misura d’uomo.Insieme alla compagna di Sasso ho dato vita alla Fondazione Italiana di Bioarchitettura e antropizzazione sostenibile dell’ambiente. E’ da questa esperienza fondamentale che ho sviluppato il mio interesse per i temi ambientali in un’epoca in cui di efficienza energetica e rinnovabili si parlava ancora poco.

10172675_746698355348416_289699195_nEquilibrio sia all’interno che all’esterno.

Sì, io ho una concezione olistica del mondo e della società. Nel mio percorso ho costruito un equilibrio interiore e con questo bagaglio affronto i problemi e le sfide della vita, anche quelle politiche.

E da sindaco cosa ha intenzione di fare? Perché è vero che l’uomo non vive di solo pane, ma anche quello è importante.

Credo che il problema centrale sia la distanza tra amministratori e cittadini. Una distanza che si è allargata sempre di più negli ultimi anni. Per questo ho intenzione di istituire referendum on line senza soglia di sbarramento in modo che i cittadini possano decidere direttamente dei temi che li riguardano. A Reggio la partecipazione non è mai stata così bassa ed è necessario ripartire da lì.

Nella sua ricerca avrà di certo affrontato il tema della libertà. Come sta in un movimento dove fioccano le espulsioni e il dissenso non è certo incentivato?

Nel movimento ci sono poche regole, che vanno rispettate. Se uno vuole esercitare il libero arbitrio in senso assoluto è meglio che si faccia i fatti suoi. Di certo non ho mai sentito minacciata la mia libertà dalla mia adesione al Movimento 5 Stelle.

901745_10203946454206237_1988601897131859220_oA proposito di libertà di coscienza, a Parma Pizzarotti è sulla punta del badile. 

Io spero di dialogare con Pizzarotti se diventerò sindaco. Pardon…quando diventerò sindaco, perché vinciamo noi.

Allora ci faccia un pronostico. Anzi, una profezia, per restare nel campo dello spirito.

No, non mi sento di fare profezie ma le dico una cosa: al ballottaggio ci andiamo noi e dopo vinciamo con il voto degli indecisi e di chi si è astenuto al primo turno.

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