Effetto Bosforo: rischiano cento imprese reggiane che fanno affari con la Turchia per 320 milioni

Rischiano cento imprese reggiane che fanno affari con la Turchia per un importo di quasi 320 milioni di euro (i 3/4 dell’export sono nel campo della meccanica)… come i Dervisci Tourners che girano

L’“effetto Bosforo” potrebbe avere ripercussioni anche nella nostra provincia, e sono diverse le imprese reggiane che stanno seguendo con attenzione la situazione critica che ha investito la Turchia.

Sono infatti un centinaio le imprese della provincia di Reggio Emilia che intrattengono rapporti commerciali con la Turchia, per un valore complessivo di scambi – come evidenzia l’Ufficio Studi della Camera di Commercio – di quasi 320 milioni di euro, di cui 165 milioni di esportato e 155 di importato.

La Turchia si colloca così al quattordicesimo posto nella graduatoria dei principali acquirenti di merci “made in Reggio Emilia” ed è posizionata sul settimo gradino dei nostri maggiori fornitori di prodotti. Fra i Paesi extra-UE, occupa il quarto posto dopo USA, Cina e Russia per merci reggiane acquistate e al secondo (dopo la Cina) per vendite nella nostra provincia.

Nel 2017 le importazioni reggiane dal territorio turco sono cresciute del 27% e nel primo trimestre 2018 hanno già superato il 70 milioni con un incremento, rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, del 75,8%. In aumento anche le esportazioni, che nel periodo gennaio-marzo di quest’anno hanno raggiunto i 40 milioni, valore in aumento del 20,3% rispetto all’analogo periodo del 2017.

I tre quarti delle esportazioni verso la Turchia di prodotti reggiani riguardano la meccanica: il comparto ha infatti superato, nel 2017, i 122 milioni, valore in crescita del 16% rispetto all’anno precedente. A fare la parte del leone sono innanzitutto le macchine destinate all’agricoltura e silvicoltura (43,8 milioni), alle quali fanno seguito, con quasi 39 milioni, le macchine di impiego generale (apparecchiature fluidodinamiche, pompe e compressori, rubinetti e valvole, cuscinetti, ingranaggi e organi di trasmissione). Valori più contenuti, ma che completano il quadro multisettoriale dei 165 milioni di export reggiano verso il territorio turco, riguardano le vendite di metalli e prodotti in metallo (11,4 milioni), di apparecchi elettrici (quasi 7 milioni) ed elettronici (6,7), di prodotti della filiera del tessile-abbigliamento (oltre 5,8), di sostanze e prodotti chimici (4,1), ceramica e articoli in gomma-plastica (2,5 milioni per ognuno).

Le principali merci acquistate dalle imprese della nostra provincia attengono più che altro il comparto metallurgico (81,4 milioni di euro), con una netta prevalenza di prodotti siderurgici (73,9 milioni); a seguire, per importanza, gli apparecchi elettrici (24 milioni, l’89% dei quali sono apparecchi per uso domestico) e i prodotti del comparto del tessile-abbigliamento (16,4 milioni).

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