Criminalità, Calleri: “L’insicurezza diffusa corrode la democrazia”

Premio Internazionale al presidente della Fondazione Caponnetto

Il 17 Dicembre presso Palazzo Cesi, storica sede della Casa Generalizia dei Salvatoriani in via della Conciliazione a Roma, si è tenuta la cerimonia di consegna del Premio Internazionale Books for Peace 2023. Fra i premiati Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, Renato Scalia, Presidente Associazione Gli Amici di Daniele, la giornalista Cecilia Sandroni founder della piattaforma di diritti umani e cultura www.italiensPR.com, Stefano Tamburini, scrittore e giornalista, autore del saggio “Il Prezzo da pagare”. Abbiamo raggiunto il presidente Calleri per porgli alcune domande.

Presidente, qual è stata l’emozione nel ricevere questo premio, che pone la Fondazione in prima fila nella lotta alle mafie?

“Una grande soddisfazione, vista la qualità etica della organizzazione che ci ha premiato “Books for Peace” e vista pure la internazionalità della manifestazione ed il bellissimo luogo dove si è svolta. È stata una iniziativa che ha toccato l’anima e ci ha permesso di conoscere delle bellissime persone”.

Lei in varie occasioni ha parlato della questione insicurezza come “corrosiva” della vita democratica. Ci vuole spiegare in che senso?

“La democrazia è a rischio quando non produce benessere e la criminalità, l’insicurezza che in primis colpiscono i più deboli non aiutano in ciò. Le forme di criminalità, in primis la mafia ed a seguire pure le altre forme tra cui quelle di strada, ledono poi i diritti fondamentali dell’uomo. Questa cosa va spiegata bene alle magistrature internazionali che spesso conoscono a mio modesto parere poco il problema”.

In svariate occasioni, lei ha citato le “comunità parallele”, come pericolo per lo stato di diritto. Ultimamente c’è stata una levata di scudi contro la sindaca di Monfalcone per la chiusura delle moschee. Qual è il confine, se si può tracciare, fra pericolosità sociale e razzismo?

“Non mi risulta che nessuna sindaca abbia chiuso le moschee, anche perché non rientra nei poteri di cui un primo cittadino dispone, premetto che sono laico di origine cattolica e che quindi rispetto ogni religione ed ogni libro sacro oltre ad ogni luogo di culto, ma che qualunque fede religiosa deve trovare il suo limite nel rispetto dei diritti delle persone oltre che della laicità del Paese. Per quanto riguarda il confine tra pericolosità sociale e razzismo, indubbiamente il rischio si corre sempre se ci si approccia alla questione in modo superficiale, ma se lo si fa in modo analitico no. Se parlo di criminalità nigeriana, mi riferisco ai criminali non ai nigeriani in sé e per sé. Così per tutte le nazionalità o le regionalità. Il modo per evitare però il fallimento della convivenza con gli immigrati che comunque inevitabilmente portano problemi di sicurezza, è quello del rispetto delle regole civili del Paese che li ospita, il quale deve favorirne l’inclusione compreso lo ius soli. Invece purtroppo si tende a favorire un modello sbagliato di integrazione che porta al modello ghetto, in cui alcuni immigrati esportano spesso le tradizioni del loro Paese compresi i loro integralismi religiosi, tra cui i veli integrali, da noi eticamente non accettabili in quanto Stato Laico, e questo non bisogna mai dimenticarselo”.

In sintesi, che definizione darebbe di “comunità parallela”?

    “La comunità parallela è una sorta di stato nello stato con la s minuscola, con le sue regole civili alternative, con le sue regole religiose integraliste, con la sua giustizia e spesso con la sua criminalità. Lo Stato con la S maiuscola non può tollerare ciò”.

      Total
      0
      Condivisioni
      Prec.
      La Regione aumenta l’addizionale Irpef sopra i 75mila euro, “Pacco di Natale firmato Meloni”

      La Regione aumenta l’addizionale Irpef sopra i 75mila euro, “Pacco di Natale firmato Meloni”

      veto del governo alla Toscana, dal payback erano attesi 420 milioni

      Succ.
      Ergastolo ai genitori di Saman, Bruzzone: “Sentenza parzialmente soddisfacente”

      Ergastolo ai genitori di Saman, Bruzzone: “Sentenza parzialmente soddisfacente”

      Il verdetto per l'uccisione della ragazza: 14 anni allo zio, assolti i cugini

      You May Also Like
      Total
      0
      Condividi