«L’importante è che la rimozione venga fatta bene», ha spiegato il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, in merito ai ritardi dell’isola del Giglio. Fra il rispetto del cronoprogramma dei lavori da parte del consorzio italo-americano Titan Salvage-Micoperi e la salvaguardia dell’ambiente naturale gigliese, Gabrielli non ha dubbi sull’opzione da scegliere. Secondo il capo della Protezione Civile la Costa Concordia potrebbe verosimilmente essere rimossa dalle secche di Punta Gabbianara fra giugno e settembre, ossia dopo 10-12 mesi dall’inizio della cantierizzazione. Molto, però, dipenderà dalle condizioni meteo marine, dato che si tratta di operazioni delicate condotte su una balena d’acciaio che, ogni giorno che passa, diviene sempre più minacciosa per l’incontaminato ambiente marino del Giglio. Se non altro, le analisi condotte da Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) sui campionamenti effettuati al Giglio il 4 febbraio, hanno ancora una volta dato risultati confortanti. I test di tossicità sono risultati negativi, mentre le analisi dei parametri nutrienti non sono state ancora portate a termine. Idrocarburi e tensioattivi sono risultati inferiori alle soglie di rilevabilità analitica, mentre è stata registrata una leggera alterazione dei parametri microbiologici ed una minima presenza di solventi aromatici in corrispondenza della prua del relitto. Delle condizioni del mare del Giglio e dell’avanzamento dei lavori di rimozione, in ogni caso, lo stesso Gabrielli riferirà alle 16.00 di sabato 9 febbraio durante un nuovo incontro con la popolazione presso la sala del Consiglio della Rocca Pisana, a Giglio Castello.