Firenze – C’è una questione che riguarda migliaia di persone, studenti, lavoratori, residenti e qualche turista, e che si dipana di qua e di là dal crinale dell’Appennino tosco-romagnolo, ed è la questione della linea Faentina, il “trenino” che nei bei tempi collegava Firenze e Ravenna, non dolo due città pilastri della storia europea, ma anche Firenze con le spiaggie adriatiche e infine quella popolazione che via via, lasciandosi alle spalle la città di Dante, è insediata sulla meravigliosa via che porta all’altra città di Dante.
Se questo è la Faentina, l’interruzione che da mesi ormai, fino all’anno scorso a singhiozzo, ora a tempo pieno , divide i due territori, è dolorosa da svariati punti di vista e vissuta come un vero e proprio tradimento da parte di chi, su quella linea, ci è cresciuto viaggiando. Se il maltempo non perdona e sono tante le ferite inferte ai piedi di acciaio del “trenino”, tuttavia le popolazioni rimaste dole chiedono che si faccia il più presto possibile.
Un sentimento forte, che ha indotto, fra gli altri motivi, a eseguire un sopralluogo urgente del presidente Giani col sindaco Tommaso Triberti e i tecnici di RFI, per valutare lo stato di avanzamento dei lavori che Rete Ferroviaria Italiana sta eseguendo per ripristinare i collegamenti, dopo l’ondata di maltempo del 14 e 15 marzo scorso e i danni gravissimi causati alla linea.
Tirando le fila, sono già stati eseguiti lavori per 5 milioni di euro sui 10 milioni già stanziati per 20 cantieri, che vanno da Ronta fino a Marradi. Tra Marradi e Faenza inoltre sono attivi altrettanti cantieri con altri fondi ingenti per i danni causati dagli eventi calamitosi del 2023.
Il sopralluogo di ieri ha consentito una panoramica completa sullo stato dell’arte, sulle criticità che ancora permangono lungo il tracciato sulle quali si stanno concentrando gli sforzi maggiori.
“Abbiamo effettuato il sopralluogo grazie ai RFI con il sindaco di Marradi Tommaso Triberti tra Ronta e Marradi. Con il carrello dei lavori siamo potuti passare lungo la ferrovia per constatare la grande mole di opere che sono state effettuate. – ha detto il presidente Giani– Si tratta di interventi che sulla tratta Marradi-Faenza arriveranno a 60 milioni di euro di impegno e che potranno portare a ripristinare la linea ferroviaria da Crespino del Lamone fino a Ronta, quindi alle porte di Borgo San Lorenzo, tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre. Per il tratto successivo verso Marradi ci sono due ponti che ancora presentano debolezze, probabilmente dovrà essere realizzato un ponte nuovo, quindi ancora in autunno quei 10 chilometri dovranno essere percorsi con mezzi sostitutivi pubblici. Ma possiamo dire che nel punto più delicato dell’attraversamento dell’Appennino la Faentina potrà ripartire da inizio ottobre e forse già a fine settembre.
E’ importantissimo – ha concluso Giani- vedere che dopo l’alluvione del 14 e 15 marzo, attraverso i fondi commissariali, la capacità che abbiamo impresso all’attività sta portando ad un rapido ripristino dei luoghi, prima con la strada e poi con la ferrovia. Ringrazio i sindaci del territorio e tutti coloro che stanno lavorando incessantemente. Questa è la Toscana che reagisce alle calamità e che anche qui nell’Alto Mugello sta mostrando questa forza” ha concluso il presidente.