Grosseto – Il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ne fa una questione di regole. L’ordinanza con cui vieta ai fedeli di pregare nel centro culturale islamico di via Trento a Grosseto, però, trascina inevitabilmente con se’ polemiche che vanno oltre l’atto amministrativo, tanto che la polemica non tarda a scatenarsi. L’ordinanza del sindaco stabilisce che la destinazione urbanistica dell’edificio è di centro culturale e non di luogo di culto, tant’è vero che alla proprietà e all’associazione Faizan e Medina, viene chiesto di ripristinare la destinazione d’uso.
Vivarelli Colonna sulla questione dirama una nota, in cui si legge: “Devo prendere atto del protrarsi di una situazione insostenibile, in cui le regole vengono sistematicamente vìolate, con persone che si fermano a pregare all’interno e fuori dai locali del centro culturale islamico di via Trento. Il tutto contravvenendo alle regole. Quella struttura, infatti, non possiede destinazione urbanistica adeguata a ospitare un luogo di culto. Lo ho ripetuto più volte al nuovo presidente della comunità, a margine di un incontro avvenuto in Municipio. L’ho fatto guardandolo negli occhi, assicurandomi che avesse compreso. Poi ho preso con lui un accordo anche nel cercare, insieme, una sede adeguata alle necessità della comunità islamica. Avevamo dunque sancito un patto. Un patto che sabato sera è stato violato: io stesso mi sono recato in via Trento per controllare lo stato delle cose. E io stesso ho scoperto decine di persone intente a pregare in ginocchio all’interno di quello che viene utilizzato impropriamente, a tutti gli effetti, come luogo di culto. Dunque ho deciso di emettere un’ordinanza che imponga il rispetto delle regole. Non propongo questo atto con leggerezza. E ogni individuo gode di piena libertà di culto, così come sancito dalla nostra Costituzione. Ma serietà istituzionale impone questo percorso, affinché tutti comprendano che le norme vanno rispettate”.
Se queste sono le ragioni amministrative, tuttavia non sfugge nessuno che la situazione si ingarbuglia ancora di più, in quanto, in assenza di un altro luogo dove pregare, la comunità islamica si vede interdetta una delle possibilità che viene messa in atto anche in altre città dove non ci sono luoghi di culto islamici, ovvero pregare nei centri culturali. Ma il sindaco di Grosseto non ci sente, e la possibilità è interdetta alla comunità. Il rinvenimento di un luogo dove poter esercitare il culto islamico ad ora non sembra proprio aver dato frutti, sfumata anche la possibilità di cui tempo fa si era parlato, ovvero utilizzare i locali di un vecchio cinema chiuso, il Moraccini. Invece, la struttura è stata comprata dal comune e sono in atto lavori di ristrutturazione. Ad ora, nessuna possibilità di praticare in modo pubblico la propria religione per gli islamici a Grosseto.