Una giornata di mobilitazione e preghiera contro la sistematica persecuzione dei cristiani (e di altre religioni) in Medio Oriente, in particolare in queste ore in Iraq dove gli estremisti islamici danno la caccia ai superstiti di alcune tra le comunità cristiane più antiche della storia: l’ha indetta la Cei, Conferenza episcopale italiana, per il 15 di agosto. Nel silenzio imbarazzante della politica (probabilmente per totale ignoranza delle ripercussioni storiche e simboliche di quanto sta accadendo da decenni in Medio Oriente) e pochi giorni dopo l’insensata (così com’è stata organizzata, non certo per l’indignazione verso i bambini palestinesi orribilmente uccisi) manifestazione reggiana pro-Palestina, almeno la Chiesa scende in campo contro questa terribile pagina della storia dell’umanità che riporta indietro di secoli la lancetta dell’acquisizione dei diritti umani fondamentali e impone una riflessione anche interna nel rapporto tra le comunità in nome della convivenza, dell’uguaglianza certo ma anche della giustizia.“Cari fratelli e sorelle,
venerdì prossimo, solennità dell’Assunzione di Maria in cielo, la nostra preghiera
durante la Messa in Cattedrale, alle ore 11, si unirà a quella di tutta la Chiesa italiana e dei
nostri fratelli sparsi in tutto il mondo per invocare dal Signore protezione per i cristiani
perseguitati e cacciati dalle loro case in Iraq e pace per quella terra martoriata.
Ciò che sta avvenendo sotto i nostri occhi, reso pubblico dalla stampa, dalle televisioni
e da Internet, è un dramma che colpisce profondamente la comunità cristiana, ma va al di là
di essa. Là dove il nome di Dio diventa ragione di odio e di soppressione dell’altro, ogni uomo
è messo in pericolo. La libertà religiosa è il fondamento di ogni libertà. Secoli di convivenza
interreligiosa sembrano essere distrutti in poco tempo.
Chiedo a tutte le comunità di unirsi alla nostra preghiera e di maturare espressioni di
solidarietà con i nostri fratelli dell’Iraq. Soprattutto attraverso il rosario e l’offerta al Signore
dei sacrifici della vita quotidiana”.
