
Potrebbe essere la giornata della rivincita per la Borsa di Milano. Nei primi minuti di contrattazioni Piazza Affari accelera con l’indice Ftse Mib in rialzo del 4%. Il listino milanese è spinto dalle azioni delle banche con Mps in volata del 7,9%, Unicredit del 7,8% e Ubi del 9%, quest’ultima all’indomani della presentazione del piano industriale. Svetta anche la performance di Mediobanca (+9,2%). Corrono anche le Telecom Italia (+5,7%), mentre Yoox Net-a-Porter sale solamente dell’1% con gli investitori che si interrogano sull’impatto di Brexit sui conti della società. Intanto lo spread scivola a 155 punti, nel giorno del collocamento dei Bot con scadenza dicembre 2016.

Come due facce (opposte) della stessa medaglia. Da una parte si registra la prima giornata di rialzo per la sterlina dopo i crolli successivi al voto sulla Brexit. La divisa britannica viene scambiata a 1,3295 dollari dopo che ieri era scesa a quota 1,31, toccando i minimi da oltre 30 anni. Dall’altra si apprende che l’oro è in ribasso questa mattina dopo aver messo a segno il maggior rialzo in due giorni da oltre sette anni. Il metallo prezioso perde stamani lo 0,6% a 1.316,32 dollari.
Negli ultimi due giorni si era apprezzato del 5,4%, il maggior rialzo dal gennaio 2009. Scossoni ampiamente imputabili alla scelta del Regno Unito di abbandonare l’area comunitaria. Non a caso anche l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso oggi in lieve progresso dello 0,09% a 15.323,14 punti. Quindi il mercato azionario giapponese continua a subire pressioni nel post-Brexit e stenta a confermare il cenno di recupero di ieri seguito al crollo di venerdì scorso. In particolare i titoli del settore automobilistico restano oggetto di consistenti vendite per i timori delle conseguenze sia globali sia sul loro business nell’intera Europa del voto Uk.