Candidati sindaco alle Serre Torrigiani: i nove candidati sul palco

Confronto fra personalità ieri in scena nel cuore dell’Oltrarno: nove candidati sul palco, mancava Totaro, assente per impegni precedenti.

Firenze – Sono tutti lì, allineati davanti a una platea di circa 250 persone, in una serra che rappresenta una delle meraviglie della città situata in un giardino non solo storico, ma del tutto inimitabile; sono tutti issati su alti panchetti che saranno occasione di ironia da parte di Marco Stella, il candidato forzista alla poltrona di sindaco di Firenze. Sì, perché ieri, alle Serre Torrigiani, si è consumata una rappresentazione di quella politica spettacolo di cui la città aveva sentito la mancanza, di quei confronti nell’arena fra candidati su punti precisi che consentono, nonostante i tempi contingentati e severi cui i candidati sono stati costretti da un bravissimo, ironico e cortese Vignolini (la tenzone è andata in diretta su Lady Radio) di far vedere di che pasta si è fatti. Infatti, al di là delle significanze politiche, ridotte veramente al lumicino per la sbrigatività del confronto (tempo massimo un minuto per la risposta alla domanda, possibili due richieste di replica da 30 secondi l’una) ciò che ieri andava in scena è stata la padronanza, la capacità di impressionare e giungere al cuore del pubblico, e, perché no, la capacità di recitare sul palco della politica il proprio personaggio. Da ricordare il fatto che mancava il candidato di Fratelli d’Italia, Achille Totaro, impossibilitato a partecipare per altri impegni presi precedentemente.

Sul piano strettamente politico tuttavia il confronto non ha avuto la possibilità di crescere, in quanto spesso ridotto a un “siamo a favore” e “siamo contro”: tema tramvia, ad esempio, che ha rispettato le posizioni storiche dei grandi schieramenti, con il centrosinistra (Pd) favorevole e il no assoluto del Pcl. Si smarca Scatizzi, “meglio recuperare le tracce ferroviarie” ; tema inceneritore, che ha visto un prevedibile “sì” da parte di Scatizzi (Ncd) e Nardella (Pd), “ni” da altri protagonisti e opposizioni nette da Laura Bennati (Una città in comune), Tommaso Grassi (Sel, Rifondazione e lista civica della sinistra) e Armando Attilio Tronca (Partito Comunista dei Lavoratori); tema sicurezza, con dichiarazione plateale di Stella, Forza Italia, che ha proclamato “A noi ci piacciono le divise perché ci piacciono le regole” e, com’era prevedibile in Oltrarno in particolare, qualcuno dal pubblico ha fatto il nome di Magherini. Altri temi, diritti civili, unica voce veramente contraria a sposare una coppia omo, quella di Scatizzi, mentre per gli altri la cosa va da entusiastici sì (Bennati, ad esempio, o un imprevedibile Stella, o un viceversa prevedibile Tronca), a qualche meraviglia (“Come, stiamo ancora a parlarne?” commento di Miriam Amato, candidata 5 Stelle). Un punto trova tutti d’accordo: meno tasse e più basse. E se questo non risultasse possibile alla prova dei fatti, almeno nessun incremento. Ancora un coro a sostenere  necessario lo snellimento della burocrazia o almeno una “riorganizzazione” della macchina amministrativa, qualche scontro in più sull’aeroporto, dove il confronto è sempre sulla necessità o meno di rilanciare lo scalo fiorentino mentre, a un’ora neppure di treno, esiste uno scalo già attrezzato come quello pisano per i voli internazionali. Polemica anche sui famosi “400 metri” della pista che rischiano di far saltare il progetto. Anche qui, riemergono divisioni storiche, con Pd e forzisti schierati senza se e senza ma per allungamento pista e potenziamento di Peretola. Anche se, come fa osservare proprio Scaletti, all’interno del Pd rappresentato dal candidato Nardella, le posizioni non sembrano così pacifiche.

Tenuta sul palco, ecco il vero punto della situazione di ieri. I nove candidati hanno cercato di dare il meglio di se’ di fronte a un pubblico di varia estrazione (nonostante il filtro strettissimo che gli organizzatori, l’associazione Onlus “Save the city” ha fatto all’ingresso, con anche alcuni candidati delle varie liste costretti a tornare indietro) che ha partecipato con vivace interesse al confronto, apprezzando le battute, applaudendo i più “tosti”, manifestando con commenti e brusii consenso e dissenso. I più “politici”? Dario Nardella, capace di giocarsi in modo magistrale il ruolo dell’amministratore “saggio” e capace, di buon senso, pronto a dimostrare con dati e richiami da politico navigato i suoi assunti. Ed è stato proprio Nardella, con una serie di attacchi e risposte aggressive, a far emergere il ruolo di Cristina Scaletti, l’unico “competitor” con cui ha accettato il confronto diretto. Unico appunto, forse ha dato mostra di essere un po’ troppo “arrabbiato” nell’esporre le proprie ragioni. Un po’ più di calma, di “aplomb” non avrebbe guastato.
Prova magistrale di Marco Stella, sicuro nell’esporre punti anche contestati dai 250 presenti, spara alto per non naufragare nell’indifferenza e ce la fa. Abbronzato, qualcuno mormora fra i seduti nelle prime file: “Sembra sia uscito ora da una gita in barca”, memorabile la recita dell’appello finale, incalzante e ben costruita.
Nota di merito a Tommaso Grassi, giovane e preparato, tranquillo ma convinto nell’esporre, fa breccia per la capacità di dire senza giri di parole, sicuro nei dati esposti, forte della sua esperienza quinquennale in consiglio. Convincente.
Infine, un dieci e lode: per coerenza, imperturbabilità, convinzione e semplicità di esposizione, Attilio Armando Tronca, del Pcl, fra tutti il più applaudito, di sciuro il più provocatorio. Anche se, come commentavano salaci fiorentini, “il meno votato”. E anche una delusione: Miriam Amato, M5S, un po’ sulla difensiva, tranquilla ma poco reattiva.

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