Calenzano – Mercoledì prossimo 11 dicembre sarà giornata di lutto regionale per le vittime dell’esplosione avvenuta questa mattina nel deposito carburanti Eni a Calenzano (Fi).
Lo ha annunciato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, al termine della riunione odierna di giunta.
“Le bandiere degli edifici della Regione saranno esposte a mezz’asta per l’intera giornata e verranno listate a lutto”, ha spiegato il presidente Giani che invita gli enti locali e agli enti decentrati dello Stato aventi sede in Toscana ad aderire alla giornata di cordoglio.
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella nella giornata odierna ha sentito telefonicamente il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani non appena appresa la notizia dell’esplosione occorsa nel deposito Eni di Calenzano.
“Il presidente della Repubblica mi ha tempestivamente chiamato per informarsi su quanto accaduto e per esprimere con parole molto umane solidarietà e vicinanza a coloro che sono stati colpiti dal gravissimo evento e ai familiari delle vittime”, spiega il presidente che questa mattina si è recato sul luogo dell’incidente.
Una strage che poteva essere evitata. È questa la convinzione che comincia a circolare dopo la tremenda esplosione che ha scosso Calenzano stamattina, verso le 10.20, e che avuto un bilancio ancora non chiuso, di due morti, 4 feriti e 8 dispersi. Se nel 2020 in un articolo apparso su La Città invisibile Medicina Democratica aveva denunciato il rischio,, nel 2021 lo stesso Comune di Calenzano aveva messo nero su bianco la criticità della situazione. ” Evitiamo la retorica della fatalità” ha commentato il consigliere comunale fiorentino Dmitrij Palagi.
Cgil Firenze, Cisl Firenze Prato e Uil di Firenze hanno proclamato sciopero generale provinciale di 4 ore (fine turno) per mercoledì 11 dicembre con manifestazione (ore 14:30-16:30) in una area a Calenzano da definire. Cgil, Cisl, e Uil di Firenze esprimono “dolore per la tragedia, cordoglio per le vittime, vicinanza ai feriti e ai familiari, gratitudine verso i soccorritori, oltre a tanta rabbia per quello che è successo; siamo di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro con dimensioni e risvolti ancora da capire su vari fronti. Quello che è successo è inaccettabile, attendiamo il lavoro degli inquirenti per fare luce sulle modalità di quanto accaduto. Senza sicurezza non c’è lavoro, non c’è dignità, non c’è vita”.
L’Arpat non ha rilevato criticità nell’aria a seguito dell’esplosione avvenuta stamattina a Calenzano, in una raffineria Eni, nell’area di carico- scarico. Arpat (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale) ha svolto, con esito negativo, le indagini necessarie per verificare la presenza eccessiva di sostanze inquinanti nell’aria e nelle acque del reticolo idraulico limitrofo all’area interessata dallo scoppio.
Aggiornamento sulle vittime, che ad ora ammontano a 2 morti, 8 feriti e 4 dispersi . I soccorsi sono ancora in corso. Riunito il Ccs, il Centro coordinamento soccorsi per “incidente rilevante”.
La Protezione Civile alle 12.03 distribuisce mascherine nella zona del disastro, mentre si dispone di stare al chiuso con finestre chiuse nel raggio di 5 km dall’esplosione.
Un botto fortissimo, una colonna di fumo nero, fiamme gigantesche. Così stamattina si è consumato un accadimento in una raffineria di Calenzano la cui portata è ancora da definire. Ad ora non si conoscono i termini di quella che potrebbe essere definita una tragedia annunciata. Si parla per ora di cinque feriti. Su Facebook il presidente Eugenio Giani: “⚠️Esplosione in uno stabilimento a Calenzano.La colonna di fumo è visibile anche dai comuni vicini, sul posto il sistema di regionale di emergenza sanitaria, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine”. Postato anche un video che mostra un alert per tutti gli ospedali e pronto soccorso del territorio. Ad ora la tratta ferroviaria è interrotta fra Prato e Firenze, mentre il casello stradale di Calenzano è chiuso.
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