Biennale Architettura: l’intelligenza, variazioni sul tema

Incontro fra architetti, ingegneri, scienziati, agricoltori e tanti altri

Appena inaugurata la 19. Mostra Internazionale di Architettura a Venezia che propone 300 contributi e la presenza di oltre di 750 partecipanti, tra architetti e ingegneri, matematici e scienziati del clima, filosofi e artisti, cuochi e codificatori, scrittori e intagliatori, agricoltori e stilisti, e molti altri.

Alla Biennale, curata da Carlo Ratti con il titolo “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva.”, aperta fino al 23 novembre 2025, partecipano 66 soggetti nazionali e nuove partecipazioni dalla Repubblica dell’Azerbaijan, Sultanato dell’Oman, Qatar, Togo, che occupano alcune importanti istituzioni veneziane, i Giardini, l’Arsenale e Forte Marghera con un ricco programma espositivo e tanti eventi.

Come dichiara Carlo Ratti, la mostra è una reazione a catena, un esperimento di unione di voci e forme di intelligenza diverse, alcune più forti di altre. Con la speranza che queste proposte diventino riflessione per una delle sfide del nostro tempo, cioè adattarsi a un mondo alterato.

Biennale Architettura è il frutto di un percorso nato molti mesi fa con il lancio del progetto “Space for Ideas” a cui hanno risposto partecipanti di tutto il mondo diversificati per generazione e per esperienza. Una ricchezza di contributi che ha superato il concetto tradizionale dell’architetto come ideatore ma ha proposto una visione più complessa dei ruoli, riconoscendo il contributo intellettuale di ogni collaboratore.

Durante l’inaugurazione sono stati attribuiti i Leoni d’oro, come miglior partecipazione nazionale al Regno del Bahrein e 2 menzioni speciali alla Santa Sede e alla Gran Bretagna. Leone d’oro alla carriera alla filosofa statunitense Donna Haraway e Speciale alla Memoria, all’architetto, progettista e designer italiano Italo Rota, scomparso il 6 aprile 2024, selezionati da una giuria internazionale composta da Hans Ulrich Obrist, curatore, critico e storico dell’arte svizzero, dall’italiana Paola Antonelli, Senior Curator del dipartimento di Architettura e Design e da Mpho Matsipa, architetta, docente e curatrice sudafricana.

La Mostra inizia nelle Corderie con un tema tanto attuale quanto difficile da affrontare: l’aumento della temperatura globale mentre diminuisce la popolazione globale. Da qui nascono tre mondi tematici e gli esperimenti che si concentrano sotto il titolo “Natural Intelligence, Artificial Intelligence e Collective Intelligence”. Venezia, minacciata dai cambiamenti climatici, è la sede ideale per proporre soluzioni innovative e spunti per risolvere i problemi più urgenti con progetti speciali di installazioni, prototipi ed esperimenti, distribuiti tra i Giardini, l’Arsenale e altre zone. Nelle Artiglierie sono proposti i vari modi per gestire le crisi che dobbiamo affrontare sulla Terra.  Il Padiglione Centrale non ospita solo la Biennale Architettura, ma diventa un Living Lab.

Affianca l’esposizione veneziana la 2a edizione di Biennale College Architettura 2024-2025 con 8 progetti selezionati dove emergono ricerche e sperimentazioni che utilizzano l’intelligenza naturale, artificiale e collettiva per combattere la crisi climatica.

Il “Programma Gens”, nato per creare connessioni con altre istituzioni globali, la COP30 dell’ONU a Belem, C40, la Baukultur Alliance di Davos, il Soft Power Club e molte altre, ospita tante conferenze e workshop, durante i sei mesi della mostra.

Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e curato da Guendalina Salimei presenta il progetto TERRÆ AQUÆ, dedicato all’Italia vista dal mare, un confine tra terra e acqua come sistema integrato di architetture, infrastrutture e paesaggio.

Il Padiglione della Santa Sede, promosso dal Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, Cardinale José Tolentino de Mendonça, propone “Opera aperta”, l’architettura come atto di cura e responsabilità condivisa, capace di rispondere alle sfide sociali ed ecologiche contemporanee.

Il Comune di Venezia partecipa ai Giardini e in altri spazi cittadini, con una mostra dal titolo “Biblioteche”, un luogo di cultura dove si costruisce e si sviluppa l’intelligenza collettiva, motore per la creazione e la realizzazione di opere e di attività unite al concetto di architettura.

Tante le proposte didattiche e i progetti speciali tra cui la “Biennale Sessions” dedicato alle Università, alle Accademie e agli Istituti di Formazione Superiore a cui hanno aderito 28 istituzioni italiane, 28 straniere e 12 istituzioni nazionali e internazionali.

Inoltre è stato lanciato da Carlo Ratti il “Manifesto dell’Economia Circolare della Biennale Architettura 2025”, sviluppato insieme ad Arup e a Ellen MacArthur Foundation, che ha come obiettivo quello di eliminare gli sprechi, facendo circolare i materiali e rigenerando i sistemi naturali, dimostrando così che l’architettura e l’ambiente costruito possono coesistere in armonia con il nostro pianeta.

Programma completo e info sul sito della Biennale: https://www.labiennale.org/it/architettura/2025/gens-public-programme

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