Siena -Campus Suvignano, oggi si riparte. Continuano le attività rivolte ai giovani e alla legalità dell’Associazione Le Sentinelle di Nonno Nino” dove Nonno Nino sta per Antonino Caponnetto, in quanto è il nome in codice del grande giudice protagonista della lotta contro la mafia. Un Campus originale anche nel periodo, ottobre inoltrato, in quanto rompe con la tradizione estiva. Abbiamo raggiunto Maurizio Pascucci , responsabile nazionale per i beni confiscati della Fondazione Caponnetto e “motore” organizzativo, insieme al presidente delle Sentinelle Domenico Bilotta, dell’attività dell’Associazione “figlia” della Fondazione.
“In molti mi chiamano per dirmi come sia possibile fare un Campus di Studio ad ottobre – dice Pascucci – anche questo fa parte dell’originalità di questo Campus. I diari e le foto dei prossimi giorni sveleranno questo rebus.”
Per l’attività, ricorda Pascucci, è decisiva la collaborazione e condivisione con la Coop Gruppo Paim di Cascina e l’Associazione Ebinezer 2017 di Scandicci.
Il Campus ha due obiettivi: riattivare l’orto in favore di donne che hanno subito un intervento chirurgico di tumore al seno; monitorare i 13 poderi agricoli, le 3 stalle e altri annessi agricoli presenti nei 700 ettari confiscati al mafioso Vincenzo Piazza .” Andremo a visitare anche quei terreni e poderi venduti, ma comunque oggetto della confisca”.
Se queste sono le attività sul territorio, le Sentinelle guardano anche al futuro. “Con molta umiltà e molta passione avanzeremo proposte e idee di valorizzazione di Suvignano al Presidente della Regione Toscana – anticipa Pascucci – sta per iniziare una nuova legislatura di 5 anni. Ancora il Presidente Giani non ha nominato gli Assessori che collaboreranno con lui nella Giunta Regionale, ma le nostre idee hanno già prodotto proposte “.
Proposte che stendono una rete di rapporti fra associazioni, cittadini, istituti di formazione, atenei del territorio. “Se vogliamo recuperare il 57% dei cittadini toscani che hanno deciso di non votare – spiega Pascucci – dovremmo pur partire dalle necessità e dalle opportunità per costruire fiducia collettiva.
Il Campus di Suvignano vuole essere anche un metodo di rilancio della Partecipazione Attiva dove ognuno conta per uno.
Non è un caso se all’ingresso c’è il cartello: “Suvignano, Tenuta Aperta”. “