Particelle di plastica sono state trovate ovunque: nell ghiaccio del mare antartico, in isole disabitate, nelle viscere degli animali marini nelll’acqua potabile di tutto il pianeta…
Secondo uno studio ripreso dalla BBC ci sarebbero 24,4 trilioni di fammenti di microplastica nelle fasce superiori degli oceani senza contare che purtroppo che l’inquinamento alla plastica non si limita all’acqua ma è ormai presente nei terreni e quindi anche in gran parte dei cibi di cui ci nutriamo.
Sul banco degli accusati, secondo l’Environmental Working Group, va messo il sistema di fanghi di depurazione, il fertilizzante organico assai usato sia in Europa che negli Stati Uniti, anche in rispetto a direttive che promuovono l’economia circolare anche sul fronte dei rifiuti. Cosicché, attualmente , in Europa vengono prodotte ogni anno tra gli 8 e i 10 milioni di tonnellate di cui circa il 40% viene utilizzato per fertilizzare i campi del vecchio continente. A causa di questa consuetudine, annotano ricercatori dell’Università di Cardiff, tra i 31.mila e 42mila tonnellate di microplastica ,vale a dire da 86 a 710 trilioni di particelle di microplastica inquinano ogni anno l’agricoltura europea. Per di più inoltre, sempre ad avviso di ricercatori del Regno Unito, queste particelle hanno vita lunga e restano nel suolo anni. La concentrazione di microplastica nei nostri campi sarebbe simile a quella rilevata negli oceani, che peggiora anche a causa proprio dall’uso come fertilizzante dei fanghi di depurazione che vengono trasportati verso il mare attraverso i corsi d’acqua che irrigano la zona.
In questa ampia ricerca la BBC sottolinea anche come micro e nano plastiche possono anche danneggiare direttamente frutta e verdura, non nelle foglie ma soprattutto nelle radici delle piante.
Intanto proseguono gli studi sull’impatto di questo inquinamento alla plastica sulla salute umana, anche nella prospettiva che ci vorranno decenni prima di rimuovere le particelle dall’ambiente. Il rischio più grave è legato a disturbi al sistema endocrino e agli ormoni che regolano la crescita e lo sviluppo. Si teme anche che possano favorire tumori e problemi cardiologici nonché possano avere conseguenze sulle cellule.
Negli ultimi anni alcuni paesi, tra cui Svizzera e Olanda, hanno messo al bando l’uso dei fanghi. Una messa al bando totale però, secondo alcuni ricercatori, potrebbe spingere gli agricoltori a utilizzare fertilizzanti sintetici ancora più dannosi. Insomma, il problema della microplastica richiederà per anni la nosta vigilanza .
Foto: volontari raccolgono rifiuti di plastica