Firenze – Qualcuno che esulta c’è, ed è la destra, felice che le sue previsioni si siano avverate e che “l’alleanza voluta da Giani non sia durata neanche 72 ore”, come si legge in una nota firmata dal consigliere di Fratelli d’Italia Jacopo Cellai e dal parlamentare europeo Francesco Torselli. Perché neanche a farlo apposta, uno degli inciampi più dolorosi per il campo largo toscano, ovvero la questione della nuova pista dell’aeroporto di Peretola, ha visto un’improvvisa fiammata grazie alla pubblicazione della VIA, acronimo del decreto di Valutazione d’Impatto Ambientale sul nuovo aeroporto fiorentino.
Così, si ricompattano contrari e favorevoli. Da un lato, M5S e AVS fanno muro ribadendo la loro contrarietà su un’opera giudicata “miope”, “impattante” e “priva di sostenibilità”. Ma dentro al campo largo non si perita di dare battaglia l’alleato Italia Viva. Del resto, posizioni non compatibili sull’opera riemergono, dopo il “silenzio” elettorale, anche nel Pd.
Lato “no” alla pista. Nessun dubbio, i sindaci di Sesto Fiorentino a Campi Bisenzio Lorenzo Falchi e Andrea Tagliaferri hanno confermato la volontà di presentare ricorso al TAR contro un progetto “dannoso per il territorio e privo di sostenibilità”. Il passaggio era atteso, ma non per questo meno preoccupante, dice il sindaco di Campi Tagliaferri, che spiega: “Le prime verifiche confermano ciò che sosteniamo da tempo: si insiste su un progetto che presenta gravi criticità ambientali, idrauliche e territoriali, rimaste irrisolte perché non superabili.” Non solo. Secondo Tagliaferri si tratta una nuova “forzatura calata dall’alto”, che dimostra come si antepongano “interessi economici alle esigenze di sicurezza, salute e vivibilità dei cittadini”. Perciò, si va dritti al Tar. Lorenzo Falchi, sindaco orami a termine di Sesto Fiorentino dopo l’elezione a consigliere regionale non solo condivide la presa di posizione del collega di Campi (del resto, la sua posizione contro la nuova pista di Peretola è lunga, storica e senza mai tentennamenti) dichiara che anche Sesto procederà al ricorso , “sarà uno dei miei ultimi atti da sindaco”. “Abbiamo acquisito la documentazione e i nostri uffici la stanno approfondendo, ma già da una prima ricognizione il decreto conferma tutte le criticità emerse nelle fasi precedenti. Come preannunciato, impugneremo il decreto di fronte alla giustizia amministrativa, chiamata ancora una volta a impedire la realizzazione di un’opera sbagliata e impattante”.
Il no dei M5S. E’ con una nota congiunta che i consiglieri regionali Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli sostengono che l’atto “è la conferma di quanto avevamo già evidenziato: il progetto presenta criticità rilevanti che meritano una riflessione approfondita e una revisione complessiva”, Nel merito del decreto, Galletti e Rossi Romanelli affermano che “si legge chiaramente che la documentazione allegata non risulta adeguata ai fini del rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, che quindi non è stata concessa”, per cui “la mancata autorizzazione rappresenta un vulnus procedurale che blocca ogni ulteriore passo avanti e rimanda la decisione alla Commissione Europea. Ma la soluzione auspicabile non è certo una deroga a quanto previsto dalle norme europee sulla tutela dei siti Natura 2000″. Per dare una svolta alla vicenda, secondo i due consiglieri pentastellati, bisognerebbe riportare il tema in Consiglio regionale e ripartire da una nuova progettazione, che veda l’aeroporto di Peretola, oltre che messo in sicurezza , trasformarsi in un city airport”. Interessante il documento firmato da Ilaria Armeni (PD), Irene Falchini (AVS), Andrea Guarducci (Per Sesto) e Stefano Martella (Ecolò). “La nuova pista dell’aeroporto di Peretola è un’opera sbagliata, conseguenza di una scelta miope che da 14 anni tiene in ostaggio qualsiasi dibattito sul futuro del nostro territorio. La notizia della firma del decreto di VIA era attesa, come attesa è la determinazione con cui ci opporremo in tutte le sedi a quest’opera, respinta dal 70% dei sestesi alle ultime elezioni. Si tratta di un punto del programma di mandato chiaro e qualificante. L’impugnazione al TAR è una sconfitta per la politica, una politica che da tempo ha scelto di ritirarsi e di non decidere più, ma è l’unica strada percorribile”.
Lato del sì. Avanti tutta, invece, per Sara Funaro, sindaca di Firenze, entusiasticamente per la nuova pista e il nuovo modello di aeroporto pensato per Peretola. “Apprendiamo con soddisfazione della pubblicazione del decreto VIA relativo al progetto di nuova pista dell’aeroporto ‘Amerigo Vespucci’ di Firenze. Adesso Toscana Aeroporti insieme ad Enac potrà avviare gli atti propedeutici alla conferenza dei servizi e arrivare, così, ad iniziare, a grandi passi, i lavori dell’aeroporto. Adesso, avanti tutta”, ha dichiarato la prima cittadina di Firenze. “Siamo sempre stati fiduciosi – ha aggiunto – da una parte è necessario sviluppare l’aeroporto, per renderlo sempre più all’altezza della città di Firenze, e dall’altra dare una risposta ai tanti cittadini che da tanto tempo l’aspettano, soprattutto a coloro che vivono nelle zone di Brozzi, Quaracchi e Peretola, coinvolte dai sorvoli degli aerei in decollo e atterraggio. I sorvoli in questa zona diminuiranno in maniera drastica, restituendo così un pezzo di città alle fiorentine e ai fiorentini che la abitano”. Sostegno scontato di Italia Viva, che richiama gli alleati riottosi a rileggere il programma di coalizione, laddove si prevede la conclusione dei procedimenti di Via e Vas per la nuova pista, ma anche da big del Pd come Dario Parrini e Federico Gianassi, peraltro notoriamente fra i non-entusiasti della gestione Fossi.
In mezzo al campo largo, Giani. Che per ora tiene la palla con un certo aplomb, ricordando che la scelta era stata già presa (favorevole alla pista) da parte della Regione, e scelta fatta capo ha. Il ricorso? Ci penserà il Tar.