La politica amministrativa locale del Sud Italia sta subendo, in modo particolare negli ultimi cinque anni, una forte crisi economica e politica. In Campania, considerata tra le regioni più vulnerabili, il 39% dei comuni ha affrontato almeno una procedura di crisi. La Corte dei Conti segnala infatti una forte concentrazione di difficoltà finanziarie nel Mezzogiorno. Insieme alla Calabria e alla Sicilia, la Campania rappresenta l’80,4% dei dissesti dichiarati nell’ultimo quinquennio.
Nell’ultimo anno un altro fenomeno sta colpendo in modo particolare le amministrazioni, con un gioco di “potere” che va oltre le crisi finanziarie e amministrative.
La provincia di Salerno ne è un esempio: sta vivendo un periodo di instabilità politica e finanziaria indicativo, segnato dalla caduta anticipata di diverse amministrazioni comunali e dal complesso quadro economico evidenziato dalla Corte dei Conti. I comuni attualmente in crisi includono Capaccio, Eboli e, più di recente, Battipaglia, – preceduti da Campagna –, oltre a Pagani e Sarno, sciolti rispettivamente per infiltrazioni camorristiche e condizionamenti della criminalità organizzata. Spesso le giunte comunali salernitane nascono da macro-liste civiche trasversali, prive di una forte identità di partito. Questo modello si rivela efficace in fase elettorale, ma incline alle spaccature interne non appena emergono tensioni su nomine, bilanci o gestione del territorio. L’arrivo dei commissari prefettizi rischia di rallentare i tavoli strategici dei grandi interventi infrastrutturali, soprattutto nel caso dell’intera Piana del Sele e dell’Agro Nocerino-Sarnese.
Il susseguirsi delle crisi appare come una lotta per il controllo del potere amministrativo, spesso senza considerare adeguatamente i cittadini, dando l’impressione di un “gioco politico” che richiede azioni drastiche. I sindaci Biagio Luongo, Gaetano Paolino, Mario Conte e Cecilia Francese sono stati direttamente coinvolti in queste dinamiche di sfiducia, suggerendo una possibile “regolarizzazione” decisa a livello provinciale.
I sindaci puntano il dito sulla segreteria provinciale del Partito Democratico, in modo particolare, accusandola di essere coinvolta in tali operazioni. Le dure critiche verso i vertici del partito, accusati di aver orchestrato queste sfiducie, adombrano una lotta per le poltrone che va oltre l’interesse del bene della comunità. La sindaca Francese, in conferenza stampa, ha affermato: “Non hanno fatto il bene della comunità, ma hanno seguito un interesse personale a discapito della cittadinanza. Anzi, dovranno spiegare alla città di Battipaglia perché hanno agito in questo modo”.
La replica del Partito Democratico: «La già Sindaca mira a scaricare sull’opposizione responsabilità politiche interne. Secondo il PD locale, la crisi e la perdita della maggioranza dipendono esclusivamente dalla gestione e dalle dinamiche interne all’ex amministrazione Francese, escludendo dunque manovre occulte o alleanze spregiudicate».
Ma le ultime notizie oscurano questi fatti, arrivano dall’Agro Nocerino-Sarnese, il sindaco Gennaro D’Acunzi di Nocera Superiore a sorpresa si dimette: «Torno a fare il medico». Appare come una volontà personale di lasciare la politica: una coincidenza che lascia molti dubbi in uno scenario controverso come quello che sta vivendo la politica locale salernitana. (Anna Ferry-Ferrentino)
Nella foto il municipio di Battipaglia