Forse , la notizia più clamorosa (ma non certo inaspettata) di queste amministrative 2026 è la vittoria al primo turno di Vincenzo De Luca, mentre i media parlano dell’eterno ritorno del sindaco di Salerno, quinta volta per il 77enne politico di razza che fa da solo, nel senso che la sua distanza dal partito è ormai siderale, nonostante che la sedia del Pd regionale veda il figlio, De Luca junior, a capitanarlo. Non gioca neanche a suo sfavore il solito refrain dell’astinenza alle urne, che è sempre un boccone avvelenato per il vincitore dal momento che l’astinenza dal voto riduce sempre la reale capacità di rappresentanza del demos che non partecipa. Nel caso di De Luca, l’affluenza alle urne è stata del 63% , altissima in particolare rispetto al trend nazionale che si ferma al 60, 06% con calo di quasi 5 punti rispetto al 64,91 della volta scorsa, e il risultato perentorio: 58 % contro un 14 e spiccioli di Franco Massimo Lanocita (Avs-CinqueStelle) mentre Gherardo Maria Marenghi, alfiere del centrodestra, raggranella un 15% circa. Lo schieramento che ha sostenuto De Luca, Progressisti per Salerno, Dc Democrazia Cristiana-Insieme per Salerno, Avanti-Psi, Salerno per i giovani, Cristiani democratici, A testa alta, Davvero ecologia & diritti. Un dato di fatto è comunque che la Campania intera ha avuto un trend positivo rispetto alla partecipazione al voto: 67,85% il dato definitivo dell’affluenza, a un soffio dalla conferma di quello della tornata elettorale passata, che aveva raggiunto 68,91%.
Come era prevedibile la vittoria fiume di De Luca, Venezia rimane al centrodestra con Simone Venturini, che si aggiudica il 52,2% passando al primo turno. Senza storia Reggio Calabria, dove il forzista Cannizzaro stravince strappando la città al centrosinistra che l’ha governata per 12 anni. Vince con una percentuale perentoria che si stabilizza al 66% dopo aver sfiorato il 70% nel corso degli scrutini, e che consente anche a lui il passaggio al primo turno. Ballottaggio ad Arezzo, dove si sfidano per il centrodestra Matteo Comanducci e per il centrosinistra il già assessore regionale Vincenzo Ceccarelli. Comanducci rimane ancorato al 43,9% mentre Ceccarelli si ferma al 32,2. A Prato, vince il centrosinistra arroccato intorno al già sindaco Matteo Biffoni, al 55%, sempre in testa fin dalle prime proiezioni, mentre l’avversario Gianluca Banchelli, centrodestra, si ferma al 28,7%.
Il voto di Venezia, molto atteso e per qualcuno sintomatico dello stato di salute del governo, va dunque a cogliere una tranquilla riconferma del centrodestra al primo turno. Per una continuità che si conferma, un’altra va in senso contrario, ovvero la caduta di Reggio Calabria dopo 12 anni di centrosinistra. A Pistoia, pagina voltata in favore del centrosinistra con un 54,3% che lascia indietro Anna Maria Celesti, al 43 %.