“In Minor keys”: via alla Biennale contestata firmata da Koyo Kouoh

Testamento spirituale della studiosa camerunese scomparsa un anno fa

In Minor Keys è un susseguirsi di viaggi entusiasmanti che parlano al sensibile e all’affettivo, invitando i visitatori a meravigliarsi, meditare, sognare, gioire, riflettere ed entrare in comunione con dimensioni in cui il tempo non è proprietà delle corporazioni né sottomesso alla tirannia di una produttività incessantemente accelerata”. Koyo Kouoh

La Biennale di Venezia, la 61esima Esposizione Internazionale tanto contestata e discussa si apre in un silenzio rumoroso il prossimo sabato 9 maggio per concludersi il 22 novembre 2026. L’ossimoro rappresenta alla perfezione questa edizione, ma si sa l’arte come unisce può dividere.

L’edizione permeata dal dissenso riguarda la scelta di Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Fondazione veneziana di aprire alla partecipazione della Russia, dopo sette anni di assenza. La scelta è osteggiata dalla Commissione Europea che vorrebbe revocare i finanziamenti e dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che non parteciperà all’inaugurazione. In questo contesto rovente la Giuria internazionale ha rassegnato le dimissioni, lasciando l’assegnazione dei due Leoni alla votazione dei visitatori.

In Minor Keys” titolo voluto da Koyo Kouoh, critica d’arte camerunese naturalizzata svizzera, prematuramente scomparsa a maggio dello scorso anno, durante la preparazione della mostra, si svolge tra i Giardini, l’Arsenale e tanti altri luoghi della città. Il suo progetto curatoriale per la Biennale, già da lei pianificato, compresa la selezione degli artisti, catalogo e testi, si è realizzato grazie al team scelto direttamente da Koyo e composto da Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Hélène Pereira e Rasha Salti, advisor; Siddhartha Mitter, editor-in-chief; Rory Tsapayi, assistente alla ricerca.

L’ultima riunione con Koyo a Dakar, in Senegal, ha impresso la definitiva identità a “In minor keys”. È fissata in un ricordo del team: “Temi come l’incantamento, la fecondità e la condivisione, nonché pratiche generative indirizzate alla collettività, sono emersi in modo naturale. L’ultimo giorno, certa di aver raggiunto l’obiettivo più difficile, Koyo ha assegnato a ciascuno di noi una missione… Riuscivamo a sentire la musica che con tanta grazia Koyo aveva composto insieme a noi sotto l’ombra protettiva di un generoso albero di mango.”

Ancora l’immagine dell’albero ritorna nelle parole di Pietrangelo Buttafuoco: “Tutto è iniziato sotto una grande pianta di Ficus Benjamina, a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia. Quell’albero ha segnato l’inizio di un’amicizia e di un impegno profondo con La Biennale… testimone di un patto sancito col sorriso glorioso di chi sa, vede, immagina, ben oltre i giorni e i mesi”.

I 111 partecipanti, artisti e artiste, duo, collettivi e organizzazioni, provenienti da varie parti del mondo si contraddistinguono da lavori artistici densi di risonanze e affinità. Nonostante le loro diversità e le lontananze geografiche li unisce un comune denominatore quali ingegnosità, ampio respiro delle loro pratiche sperimentali e le loro idee visionarie. Sono gli incontri di Koyo durante la sua vita che hanno disegnato il percorso intergenerazionale di questa mostra. Una delle parole più usate da Koyo per descrivere gli artisti in sintonia tra loro con le proprie opere era ‘galattico’. Koyo, ha scelto di selezionare artisti capaci di toccare tanto l’anima quanto l’intelletto.

Il progetto allestitivo è stato affidato da Koyo a Wolff Architects che ha contrassegnato le soglie con banner sospesi color indaco. Dalle travi scendono fino a sfiorare il pavimento, predisponendo i sensi al disvelamento di un ambiente e segnalando il passaggio al successivo.

Il cuore del Padiglione Centrale che prende il nome di “Are” (“Shrines”), è un omaggio a due grandi. Si tratta dell’artista, poeta e drammaturgo Issa Samb (1945–2017), cofondatore del collettivo rivoluzionario Laboratoire Agit’Art a Dakar, scelto da Koyo in diversi progetti internazionali. Beverly Buchanan (1940–2015), il cui lavoro consiste in letture sofisticate e provocatorie di luoghi e comunità attraverso un approccio anti-monumentale.

Il motivo della processione è ispirato alle coreografie carnevalesche e ai raduni del mondo afroatlantico, dove rielaborano simboli consolidati e demistificano narrazioni dominanti con approcci speculativi o rigorosi. Fanno parte tra gli altri gli artisti Big Chief Demond Melancon, Nick Cave, Alvaro Barrington, Daniel Lind-Ramos e Ebony G. Patterson.

Emerge il tema delle scuole come ecosistemi radicati nei territori a testimonianza di un’etica comune e una pratica collaborativa che intreccia arte e responsabilità sociale. Altro argomento evidenziato in diverse opere sono la piantagione, l’insediamento coloniale, il disastro ambientale e la memoria geologica. Luoghi reali e metaforici di riposo, riconnessione e relazione con forme di vita non umane. Qui sono presenti opere di Dawn DeDeaux, Joana Hadjithomas & Khalil Joreige, Nolan Oswald Dennis, Senzeni Marasela, Adebunmi Gbadebo, Berni Searle, Alfredo Jaar, Kemang Wa Lehulere, Kennedy Yanko e Torkwase Dyson.

Il programma di performance pone al centro il corpo come luogo di conoscenza, memoria e veicolo politico di resistenza collettiva e guarigione. Tanti i progetti speciali e le attività formative che si snodano lungo tutto il periodo dell’esposizione. Anche il catalogo voluto da Koyo e edito da “La Biennale di Venezia”, è una testimonianza della sua visione creativa nel quale ad ogni artista sono dedicate due doppie pagine con un breve saggio critico e immagini di schizzi e studi. Il catalogo è accompagnato da testi inediti di Tandazani Dhlakama, Adrienne Edwards, Stefanie Hessler, Miguel A. López, Hélio Menezes, Wanda Nanibush, Oluremi C. Onabanjo e Françoise Vergès.

La Biennale di Venezia è sostenuta dal Ministero della Cultura, dalle Istituzioni del territorio come la Città di Venezia, la Regione del Veneto, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Venezia e la Marina Militare.

Bvlgari, è Partner Esclusivo della manifestazione mentre illycaffè Main è Sponsor.

Gli altri sponsor sono American Express, Bloomberg Philanthropies, Vela-Venezia Unica e Quattro Gatti Gin. Media Partner è la Rai che seguirà la manifestazione con un’offerta dedicata in Tv, alla radio e sul web.

In minor keys
9 maggio – 22 novembre 2026
Per info: www.labiennale.org
FB: La Biennale di Venezia – X: @la_Biennale – IG: @labiennale – YouTube: BiennaleChannel

In foto: Padiglione Centrale, Giardini, Photo by Francesco Galli

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