Una stanza del Vieusseux interamente dedicata a Federigo Tozzi

Il trasferimento dell’archivio e della biblioteca dello scrittore senese

Procede secondo i programmi fissati il trasferimento del Fondo Federigo Tozzi, che finora si trovava a Siena nel podere di Castagneto a Poggio al vento – residenza a lungo dello scrittore –  nell’Archivio contemporaneo Bonsanti del Gabinetto Vieusseux in Palazzo Corsini Suarez. Un secondo blocco della fondamentale documentazione è stata infatti da qualche giorno portata  a Firenze.

Non si è trattato di un semplice trasloco. Molti dei libri della biblioteca privata di Tozzi   avevano bisogno di restauro e in genere era necessaria una sistemazione consona, aperta agli studiosi e sistemata a dovere. Fu il figlio Glauco a decidere un’operazione che va gradualmente concretizzandosi. Fu una visione lungimirante. Ancora non c’era l’Archivio fondato da Bonsanti e  il consenso non fu unanime. Glauco tenne duro facendo tesoro anche delle indicazione di Geno Pampaloni e di altri intellettuali avversi ad un rischioso localismo.

L’erede Silvia Tozzi ha curato la conservazione con assidua competenza ed è soddisfatta di questa seconda tappa di un percorso ancora da compiere fino in fondo. Da pochi giorni dunque all’Archivio Contemporaneo è visitabile su prenotazione una stanza interamente dedicata a uno dei più originali narratori italiani del primo Novecento.  “L’Archivio – ha dichiarato il presidente Riccardo Nencini – compie cinquant’anni: venne difatti istituito dall’allora direttore, Alessandro Bonsanti, a metà degli anni Settanta. Oggi possiamo dire che, dopo mezzo secolo, l’Archivio è uno scrigno di tesori letterari e artistici produttore incessante di cultura.

L’arrivo da Siena della seconda parte della biblioteca privata di Federigo Tozzi (Siena, 1 gennaio 1883-Roma, 21 marzo 1920) e la scelta di dedicare all’Archivio un’intera stanza allo scrittore, testimoniano l’importanza dell’Istituto a livello non solo nazionale”. “Valorizzare la memoria letteraria e custodire le voci profonde della nostra cultura: una mission – ha dichiarato Giovanni Bettarini, assessore alla Cultura del Comune di Firenze – è un segno della volontà  di conservare e promuovere la nostra storia. Tozzi, con la sua scrittura scabra e visionaria, continua a parlarci”.  “L’archivio privato di Tozzi – spiega il direttore Michele Rossi – è arrivato a Firenze direttamente dalla casa senese di Castagneto, a più riprese. I primi faldoni, contenenti manoscritti, dattiloscritti con molte correzioni autografe, bozze di stampa dei suoi lavori letterari, nonché alcuni volumi della sua biblioteca privata, sono arrivati a Firenze nel 1998″. L’anno scorso sono stati trasferiti al Vieusseux gli ulteriori libri appartenuti a Tozzi (circa 450) conservati nella casa di famiglia situata fuori Porta Camollia, tramandati grazie alle cure di Glauco e – dopo la sua scomparsa – da Silvia.

Il Fondo Federigo Tozzi, riconosciuto di interesse culturale dalla Soprintendenza archivistica per la Toscana per la peculiare “rilevanza dei manoscritti di Tozzi al fine della ricostruzione dell’evoluzione artistica ed umana dello scrittore senese”, contiene i manoscritti, le bozze e il materiale preparatorio dei romanzi Tre Croci, Il podere, Ricordi di un impiegato, Bestie, Gli egoisti, Adele, Paolo e Barche capovolte, alcune traduzioni, numerose novelle, testi di commedie, gli inediti pubblicati in Cose e persone. È presente in archivio anche una parte della biblioteca personale dello scrittore: fanno parte del nucleo alcune opere di filosofia, testi di autori classici (greci e latini), opere in prosa e poesia afferenti alla letteratura italiana, francese, inglese e tedesca. Molti dei quali già restaurati dal Laboratorio del Vieusseux.

A complemento di questa iniziativa è appena uscito il numero 92 dell’ “Antologia Vieusseux” (edito da Pacini Fazzi) interamente dedicato allo scrittore senese. E’ un fascicolo monografico, curato da Marco Menicacci e Michele Rossi, che raccoglie contributi di ricerca e studio su aspetti molteplici dell’opera di Federigo Tozzi, elaborati in gran parte da una nuova generazione di studiosi che stanno consolidando la già eminente posizione di Tozzi dentro la tradizione letteraria italiana e la dimensione modernamente europea della sua scrittura.

L’inaugurazione della stanza di Federigo Tozzi amplia il prezioso patrimonio culturale dell’Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti. Un’altra svolta di sommo rilievo nella non facile fortuna di Tozzi è stata il lavoro già iniziato per l’Edizione nazionale delle opere dell’autore  senese. Chiedo al direttore dell’iniziativa  Riccardo Castellana, ordinario di letteratura italiana all’Università di Siena, di fare il punto sulla situazione. “Da quando il Ministero della cultura approvò, a fine 2017 – chiarisce Castellana – , la proposta di una  Edizione Nazionale dell’opera omnia di Federigo Tozzi, il rapporto tra il Comitato scientifico di quest’ultima, presieduto da Romano Luperini e da me diretto e l’Archivio Bonsanti è stato continuo e proficuo. All’Archivio Bonsanti, infatti, sono depositati oggi, oltre ai libri posseduti dallo scrittore senese, anche i manoscritti originali delle sue opere: materiale imprescindibile tanto delle quattro edizioni critiche pubblicate sino ad ora nella collana delle Edizioni di Storia e Letteratura dedicata appunto all’opera completa di Tozzi, quanto delle pubblicazioni a venire. A ora, infatti, sono apparse in edizioni filologicamente controllate le novelle di Giovani (a cura di Paola Salatto, 2018), il romanzo Gli egoisti (a cura di Tania Bergamelli, 2020), Bestie (a cura di Valentina Sturli, 2023) e Tre croci (a cura di Lorenzo Tommasini, 2024), mentre nel prossimo triennio sono previste sei nuove edizioni: Con gli occhi chiusi (Daniele Iozzia), Adele (Monica Marchi), gli articoli e i saggi critici (Ilaria Muoio), Il podere (Tania Bergamelli), il carteggio con la moglie Emma Palagi (Marco Menicacci) e Paolo (Francesco Diaco). Il cantiere filologico, dunque, anche grazie alla strettissima collaborazione con il Gabinetto Vieusseux, ferve ed è in piena attività, e ci si augura che questo nuovo Tozzi filologicamente riveduto e corretto possa ridare spinta all’attenzione critica inaugurata negli anni Sessanta da un acuto critico quale Giacomo Debenedetti”. 

Un problema di particolare difficoltà sarà assemblare l’epistolario in tutte le sue articolazioni, ma al fine si potrà dire – nel 2028 – di essere in grado di leggere o rileggere Tozzi nella sua più filologicamente attendibile autenticità.

A presentare il lavoro svolto e le prospettive programmatiche sarà lo stesso presidente del Vieusseux Riccardo Nencini in una conversazione che si terrà a Siena nella Sala dell’Accademia degli Intronati (alle 17,30 di martedì 13 gennaio) cui parteciperanno Riccardo Castellana, Marco Marchi, Monica Marchi, Marco Menicacci e Michele Rossi.

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