Prato – Il Segretario del Partito Democratico pratese Marco Biagioni non convocherà il congresso provinciale anticipato entro la fine dell’anno come era stato chiesto, anche se con pochi distinguo, nelle ultime riunioni di Segreteria già a fine estate. La proposta, successivamente formalizzata a novembre al Regionale, aveva ottenuto lo stop dai suoi vertici per giustificazioni tecniche riguardanti soprattutto le tempistiche troppo ravvicinate alle amministrative.
Ma in tanti non hanno visto di buon occhio che Biagioni avesse accettato, de facto, il “No” come risposta, e immediate sono arrivate le reazioni. A cominciare dalle dimissioni dalla segreteria provinciale dell’ex sindaco di Vernio, Giovanni Morganti che con una lunga lettera ha evidenziato tutto il suo disappunto per l’accaduto attaccando pesantemente la segreteria Dem provinciale. “Il Congresso è un atto politico non una pratica burocratica. Siamo di nuovo in attesa che il Regionale ci dia una risposta su una domanda a cui avrebbe dovuto rispondere già una settimana dopo le Regionali”.
E a nulla è valsa, per Morganti, l’alternativa del Segretario di proporre al posto del Congresso, un percorso partecipativo nei Circoli, Ri-Generazioni ideato e voluto da entrambe le segreterie ed appoggiato anche dalla componente coordinamento mozione congressuale Bonaccini del Partito, rappresentato dall’ex capogruppo consiliare la dem Monia Faltoni, “Vogliamo un Pd coeso e invitiamo i Riformisti a leggere la fase 2 del partito e nel solco attraverso le assemblee tematiche di Ri-Generazioni, della proposta del Segretario l’opportunità di approfondire la gramsciana connessione sentimentale con gli iscritti”.
Un ulteriore tentativo di dialogo sostenuto da un documento che girava già nei Circoli con più di 400 firme anche se, per buona parte degli iscritti e simpatizzanti, forte è la presa d’atto sulla stagnazione in cui versa il partito democratico pratese, incapace, dopo le dimissioni dell’ex sindaca di Prato a causa di un’inchiesta, di azzerare tutto e ripartire rinnovato.
Sempre infatti Morganti, “Non bastano percorsi consultivi privi di un reale sbocco decisionale. Senza la legittimità formale che solo un Congresso può dare qualsiasi nuova fase nasce debole”. Aggiungendo poi ciò che nel partito ormai la maggior parte pensa, “Se le decisioni reali avvengono altrove, significa condannare il Pd,( pratese), all’irrilevanza”.
Una censura tout court sull’operato della segreteria che ieri mattina ha convocato al Circolo Arci di Paperino un incontro pubblico per trovare un compromesso nel tentativo di riunire le diverse anime del partito come semplificato anche nel titolo dato all’assemblea «Avanti Uniti».
E una novità è arrivata perché Biagioni ha annunciato l’intenzione di dimettersi a fine gennaio al termine del percorso Ri-Generazioni, siglando però di fatto il «de profundis» all’ipotesi congresso anticipato. Tenendo però lui stesso a precisare, un secondo dopo che, al termine di questo percorso «rigenerativo» scandito da incontri nei circoli, assemblee pubbliche, farà a fine gennaio “un passo di lato e non indietro per permettere alla comunità di camminare senza ostacoli, né personalizzazioni, senza che il confronto venga letto attraverso singole figure”.
Ma sono ancora in tanti quelli che vedono la guida di Biagioni con Ri-Generazioni un modo di evitare le dimissioni da Segretario,(chieste già a luglio), ovvero un goffo tentativo di cambiare tutto per non cambiare niente in nome di una continuità politica solo di facciata. In molti vociferano che ormai non si tiene conto delle diverse sensibilità del partito e della bontà di un cambiamento che tutti auspicano nella sostanza. Voci di corridoio affermano che in tanti si sentono ostaggio di uno status quo nonostante i proclami, nonostante gli appelli, nonostante la chiamata dal basso che invitano ad altro. Slogan, dicono, ormai superati. Tempo scaduto.