Firenze – E’ morta lunedì 24 novembre Bruna Pinasco, la bella ragazza che era venuta a 17 anni dal Perù in Italia per studiare all’Università e si era ritrovata presto immersa nel fervore sessantottino in cui conobbe Sergio Staino. Lui aveva 11 anni di più, lei aveva sposato un connazionale, anche lui era sposato ma fu subito amore assoluto. Staino la raccontava cento volte con quel suo tono leggendario, spiritoso e entusiasta – non solo in un’intervista giornalistica ma anche la sera a cena – l’epica storia del primo loro bacio. Da lì il passo è stato breve: per lasciare tutti, sposarsi, avere due figli, Ilaria e Michele, ed entrare in gruppo – in casa Staino tutto è sempre successo tra tutti – dentro le storiche vignette di Bobo-Staino con la sua tormentata, e generosa passione politica, la moglie Bibi-Bruna disegnata con il nasetto appuntito e all’insù e la sua presenza critica costante, le implacabili domande e le riflessioni dei due bambini, Ilaria e Michele. Negli ultimi anni nella famiglia Staino, non più in quella di Bobo, sono entrati anche tre nipoti, Sofia, Lola e Adriano che con la nonna si sono voluti molto bene.
Sergio Staino e Bruna Pinasco non si sono lasciati mai più. Solo due anni: tra quando Sergio è morto il 21 ottobre del 2023 e Bruna, che da pochi mesi aveva scoperto l’invasione di un male senza perdono, la mattina del 24 novembre, a 74 anni. Dopo tre giorni di ospedale, con i figli sempre accanto, Sofia e Lola accorse anche loro, la sorella Sandra venuta dal Perù per tutto il corso della malattia e un continuo arrivare di amici per starle vicino anche quando ormai di fatto lei non c’era più. Perché tutto in quella casa è sempre stato condiviso e aperto. La vita e la morte, l’allegria e il dolore. E tutti, amici da sempre o appena conosciuti sedevano a cena, famosi o meno, locali o da fuori.
Bruna era maestra di apertura e accoglienza, era una catalizzatrice di relazioni. Cucinava per una quantità di persone o guidava infinitamente la macchina per raggiungere questa o quella persona o questa o l’altra iniziativa di Staino con impagabile leggerezza e interesse per umani e imprese. Bruna sorrideva e tesseva relazioni, non chiudeva a nessuno. Eppure aveva anche un modo forte, assolutamente suo, di essere. Soprattutto Bruna non si lamentava mai, di niente, neanche di questo male che l’aveva colpita inaspettato, dopo il già tanto dolore della lunga malattia di Staino.
Chi non la conosceva bene la vedeva come la moglie di Staino. Lo era. Ma lui non sapeva vivere senza di lei. Era lui l’acclamato vignettista, ma lei non era mai assente nella scoppiettante creatività di lui. O ispiratrice, o pronta a incitarlo se lui esitava ma anche a dirgli la sua se non era d’accordo. E non si spediva vignetta da quella casa ne’ si andava a cena prima che lei l’avesse vagliata e approvata.
Ora Bruna se ne è andata. La saluta Claudia Sereni, la sindaca di Scandicci nel cui comune gli Staino hanno sempre vissuto : «Voglio esprimere il dolore mio e di tutta la comunità di Scandicci per la perdita di una donna speciale. Bruna, con la sua presenza sempre discreta ma fondamentale, sapeva essere al centro delle relazioni insieme a Sergio Sergio. Aveva una straordinaria capacità di tenere insieme cose e persone, dall’attività di Sergio a quell’incredibile rete di amicizie che nella storia di questa coppia straordinaria ha saputo fare la differenza».
Dichiara il presidente della Toscana, Eugenio Giani: “Una figura fondamentale nella vita e nell’opera di Sergio Staino. Una presenza essenziale non solo nella quotidianità, ma anche nel costante confronto sull’opera del grande fumettista toscano. A soli due anni dalla scomparsa di Sergio, ci lascia così l’altra metà di questa straordinaria coppia , della quale vogliamo con sempre maggiore forza valorizzare l’eredità culturale e artistica. Porteremo avanti con la massima determinazione la collaborazione con l’associazione “Bobo e dintorni” per far sì che la loro opera, la loro unione, possano essere trasmessi a tutti i toscani”.
“Bruna Pinasco aveva un modo raro di tenere insieme le persone. Era il punto fermo che rendeva possibile il resto. La casa dei Pinasco – Staino era piena di voci diverse, di incontri che diventavano legami veri: quella trama la costruivano in due, ma lei la custodiva, la nutriva, la faceva durare. Aveva una grazia, apparentemente austera, e invece calda, accogliente, profondamente sua” , dice l’assessora regionale alla salute, Monia Monni.
Per Bruna ci sarà una camera ardente, oggi 26 novembre dalle 13 alle 20 al Castello dell’Acciaiolo, a Scandicci. Non ci saranno funerali.
In foto Bruna Pinasco all’inaugurazione della statua di Bobo a Scandicci