La città di Carrara rende omaggio al divertissement con una mostra a Palazzo Cucchiari, “In gioco. Illusione e divertimento nell’arte italiana 1850-1950”, dove sono esposte opere di un’ottantina di artisti, con opere di Silvestro Lega, Carlo Carrà, Felice Casorati, Medardo Rosso, Giacomo Manzù, Marino Marini, Emilio Greco e molti altri.
Il gioco in tutte le sue declinazioni si articola in quattro sezioni tematiche che inizia con gli “Svaghi e ricreazioni del quotidiano”, prosegue con “Crescere ed imparare: un gioco da ragazzi”, “Intrattenimenti e spettacoli: l’invenzione del tempo libero” e per finire “Sfide, competizione e destino”.
Nella sede delle mostre dedicate al Novecento a Carrara, fino al 26 ottobre prossimo, è protagonista il divertimento nell’arte. «Giocare è soprattutto cosa da ragazzi, che si divertono a imitare i “giochi” dei grandi e così imparano il “mestiere di vivere”, a crescere».
Curata da Massimo Bertozzi e promossa dalla Fondazione Giorgio Conti, la mostra presenta circa 110 opere tra dipinti e sculture.
Tra le opere esposte in mostra si distinguono “Le bambine che fanno le signore”, un olio su tela del 1872 di Silvestro Lega, dal MART di Rovereto arriva “La carrozzella” dipinta da Carlo Carrà nel 1916, il ritratto di “Cesare Lionello”, del 1911, di Felice Casorati, “Il Baraccone da fiera” di Alberto Capogrossi, prestito della Presidenza della Repubblica, “Gli zingari” di Massimo Campigli e, tra le sculture presenti il “Cantante a spasso” di Medardo Rosso, la “Ballerina” di Giacomo Manzù del 1938, il “Nuotatore” di Marino Marini, il “Lottatore” di Emilio Greco e il “Marciatore” di Francesco Messina.
Un parco dove trovano posto, nei dipinti e nelle sculture, elementi appartenenti alla sfera dell’infanzia, giocattoli, giochi di ruolo, il gioco del cerchio, ma anche i giocolieri” professionisti, gli affascinanti giochi circensi e la vita del circo, le maschere del carnevale, fino ad arrivare allo sport come gioco, alle sfide della sorte, e alle coraggiose imprese fisiche.
«Il gioco infatti è un’attività libera e separata, in un contesto chiuso e in un tempo limitato, in questo senso è ricreativa, come quella dei bambini, e ha molte consonanze con quella creativa degli artisti».
Nella storia dell’arte, molti artisti hanno proposto nelle loro opere il tema del gioco come allegoria, ma soltanto nell’Ottocento si evidenzia l’attività ludica come un momento di separazione dalle attività impegnative del lavoro o degli obblighi, per svagarsi e trascorrere dei momenti piacevoli, senza pensieri. Successivamente, nel secolo scorso il mondo dell’infanzia diventa un soggetto a cui molti artisti si riferiscono. «Il ‘mondo in miniatura’ dei bambini – afferma il curatore Bertozzi – è in effetti un mondo a parte… Così che tra nostalgie del paradiso perduto e voglia di evasione, si fa strada nelle poetiche degli artisti il rimpianto per la condizione dell’infanzia, l’età dell’Innocenza, come dovrebbe essere l’età dei giochi».
In gioco. illusione e divertimento nell’arte italiana 1850-1950
Palazzo Cucchiari, Carrara
Fino a 26.10.2025
T. +39 0585 72355 – info@palazzocucchiari.it – www.palazzocucchiari.it
In foto: Gioacchino Toma (Galatina, 24 gennaio 1836 – Napoli, 12 gennaio 1891), Piccoli patrioti, 1862, olio su tela, 28 × 40 cm, Courtesy Galleria Bentivegna, Montecatini