Sembra non avere fine la diatriba tra l’assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli e Francesca Maletti. Una decina di giorni dopo le primarie per stabilire il candidato sindaco del Pd di Modena, la “guerra dei garanti” continua a infuriare tra i due colleghi di partito. Al punto che un alleato importante come Sel rumoreggia e lascia intendere che potrebbe sfilarsi.
Il problema è noto: la Maletti aveva denunciato gravi irregolarità nel seggio 2, quello in cui potevano votare anche i cittadini stranieri, che a suo dire avrebbero favorito il concorrente Muzzarelli, che alla fine ha vinto. Finora la commissione dei garanti del Pd provinciale non ha rilevato gli estremi per annullare le primarie né, come chiedeva la Maletti, per ribaltarne il risultato finale.
Tuttavia, l’agguerrita seconda classificata ha già annunciato l’intenzione di ricorrere se necessario anche a livello regionale e nazionale. Finora i tentativi di conciliazione sono andati a vuoto, ma dal canto suo Muzzarelli non pensa affatto a fare passi indietro. Resta il fatto che la sua campagna elettorale dovrebbe essere ormai iniziata: invece, continuando così rischia di partire tardi e già azzoppato da polemiche e divisioni interne.
Sel, intanto, già chiede “l’assunzione di una dolorosa ma indispensabile responsabilità da parte dei competitori delle primarie, o di chi per loro, che, facendosi da parte, consentano l’individuazione di una candidatura che possa essere da tutti riconosciuta come unitaria e che trovi il consenso del numero più ampio possibile delle forze politiche che fanno riferimento al centrosinistra”.
Immediata, e senza appello, la risposta del segretario cittadino del Pd Andrea Sirotti: “Il clima si svelenisce attenendosi doverosamente alle regole che ci siamo dati. La candidatura c’è già, l’abbiamo scelta attraverso le primarie, l’hanno selezionata gli oltre 12mila elettori che si sono recati alle urne il 2 marzo scorso. Gian Carlo Muzzarelli ha ottenuto il maggior numero di consensi ed è il candidato del Pd per la città di Modena alle elezioni amministrative del 25 maggio prossimo”.
Le criticità segnalate al seggio 2 per Sirotti “sono state e saranno ancora oggetto della valutazione degli organi deputati dal regolamento delle primarie a dirimere questo tipo di segnalazioni. Proprio perché per noi la massima trasparenza è un valore imprescindibile attendiamo e ci atterremo a quanto i garanti, nella loro imparzialità, avranno deciso. Ma le decisioni sul seggio 2 non inficiano il percorso delle primarie, non toccano in alcun modo l’onorabilità dei tre candidati che si sono sfidati nella consultazione del 2 marzo e, soprattutto, non alterano nella maniera più assoluta il risultato che è, appunto, già assodato”.
Detta così sembra semplice, ma le cose sono ben più complicate: tutto indica che la diatriba in corso avrà ancora parecchie altre puntate.